Petrolio pagina 136
La guerra sul petrolio tra Arabia Saudita e Iran spinge in basso le quotazioni ai minimi da 11 anni.
Avvio positivo per la Borsa Usa, che tenta di riscattarsi dalle pensati perdite che hanno caratterizzato la prima seduta dell’anno. Vola il produttore di armi Smith & Wesson.
Nel 1959 l’Italia si trovava in una fase di deflazione con un tasso negativo del -0,4%. Sotto le attese i prezzi al consumo in Eurozona.
L’inasprirsi della situazione arriva in un momento poco propizio: sauditi alle prese con battaglie intestine per il potere, calo del petrolio e tanti conflitti esterni. La chiave è la Siria.
L’ISIS, dalla sua base in Libia di Sirte, ha tentato un attacco contro i terminal petroliferi di Al Sidra e Ras Lanuf, nella regione della Cirenaica. Secondo fonti militari provenienti dal governo internazionalmente riconosciuto di Tobruk le milizie jihadiste stanno combattendo contro le truppe regolari schierate a protezione delle strutture.I morti provocati dall’operazione sarebbero almeno
Dopo balzo del 3% calano i prezzi sui mercati: la nuova crisi tra Riyad e Teheran minaccia di mettere in crisi soprattutto i sauditi.
Iran accusa i sauditi di aver utilizzato il pretesto dell’assalto alla loro ambasciata a Teheran per alimentare ulteriormente le tensioni, che hanno spinto in rialzo del 3% il petrolio.
NEW YORK (WSI) – Un altro anno da dimenticare, il 2015, per le quotazioni del petrolio. Il Wti – oggi in calo dello 0,22% a 36,49 dollari al barile – si appresta a chiudere l’anno in corso con una contrazione di oltre il 30% dopo il -45% registrato nel 2014, quando fu messo a segno
Boom di scorte in Usa. Mondo inondato di offerta, per Citi nel 2016 le cose non cambieranno.
La moneta russa è precipitata al minimo del 2015 nei confronti del dollaro, cedendo oltre -2% e oltrepassando quota 72, a 72,1730