Voce della Consulenza
Una popolazione che invecchia, una base contributiva sotto pressione e una spesa previdenziale sempre più rilevante stanno creando un equilibrio fragile. Il punto non è fare allarmismo, ma guardare in faccia la realtà con pragmatismo economico e finanziario. Secondo l’INPS, al 1° gennaio 2025 risultano vigenti quasi 18 milioni di pensioni, per un importo complessivo annuo pari a 253,9 miliardi di euro. Inoltre, il 53,5% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.
In Italia si sta aprendo una delle più grandi transizioni patrimoniali della storia recente. Nei prossimi 10 anni, oltre il 60% delle imprese familiari sarà coinvolto in un passaggio generazionale: più di 700.000 aziende, che rappresentano circa l’80% del tessuto imprenditoriale nazionale. Parallelamente, il mercato delle operazioni straordinarie sta vivendo una nuova fase espansiva.
Negli ultimi anni molte imprese hanno rafforzato il controllo su numeri, margini, investimenti e sostenibilità finanziaria. Rimane però un tema che spesso viene rinviato, almeno finché non diventa difficile da ignorare: la continuità dell’azienda oltre la figura del fondatore.
Esiste un paradosso silenzioso nella formazione finanziaria contemporanea delle aule universitarie italiane: si insegna a produrre analisi in un mondo in cui l’analisi è già automatizzata. Si continua a spiegare come costruire modelli finanziari riga per riga, mentre nei desk di investimento, l’analisi viene sempre più generata, sintetizzata e confrontata da sistemi di intelligenza artificiale.
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) rappresenta una delle componenti più rilevanti del patrimonio dei lavoratori dipendenti in Italia. Spesso percepito come un semplice “salvadanaio” passivo, il TFR è in realtà una leva finanziaria che richiede una scelta attiva: lasciarlo in azienda o destinarlo alla previdenza complementare? In un contesto economico dinamico, comprendere le differenze
La tecnologia e l’innovazione hanno cambiato l’approccio agli investimenti, ma non il motivo per cui le persone cercano una banca: fidarsi. In un sistema finanziario sempre più automatizzato, tra piattaforme digitali e consulenza algoritmica, il vero vantaggio competitivo resta la capacità di comprendere le persone prima dei mercati. Negli ultimi anni il sistema bancario italiano ha attraversato una trasformazione profonda.
La richiesta avanzata dall’Antitrust  di abolire il monomandato per la figura professionale degli agenti in attività finanziaria, (Bollettino 46/2025 del 1 dicembre) –  segna un punto di svolta atteso da anni in un settore in cui la rigidità strutturale ha spesso prevalso sulla logica della concorrenza e sulla tutela effettiva dei risparmiatori.La stessa Autority ha messo
La grande massa di liquidità oggi disponibile a livello mondiale – si parla di 130trilioni di dollari, superiore al Pil (120 $trilioni) della terra di circa 10 trilioni di dollari – trova difficoltà da parte di investitori e intermediari, pubblici e privati, ad essere ottimizzata verso investimenti redditizi. Se si circoscrive il campo nella realtà italiana
Si è aperto un acceso quanto interessante dibattito intorno al concordato preventivo biennale e alla sua utilità per i consulenti finanziari che stanno valutando di cambiare mandante; dibattito che  è anche alimentato con diverse interpretazioni della norma dell’Agenzia delle Entrate, da parte di Anasf ed Assoreti che certamente non intende affievolirsi. La questione principale ruota
La consulenza finanziaria ai risparmiatori è da sempre considerata importante ed essenziale al fine di consentire alla clientela meno esperta di conseguire risultati positivi in termini reddituali, di evitare comportamenti nelle scelte di investimento sbagliati (i cd bias cognitivi) e infine di ridurre i rischi connessi che non siano coerenti con le aspettative di rendimento.