
Mercati che fare è il blog di Leopoldo Gasbarro dedicato a mercati, finanza, economia e società .
Mai come in questo periodo sembra che i cambiamenti pronti a disegnare il futuro del mondo si siano dati tutti lo stesso appuntamento. L’intelligenza artificiale e le sue accelerazioni, la crisi geopolitica mondiale, i nuovi confini e le alleanze da ridefinire. Tutta la transizione energetica che ingloba queste variabili in balia della fragilità di una
“Ciao Leopoldo”. Comincia con queste parole il messaggio di un caro amico. Lo ricevo, mentre sono sulla scaletta dell’aereo. Sto per partire, per lavoro. Il cielo è di un azzurro terso, pulito dal vento che tira forte e che ci farĂ “ballare” non poco, una volta in aria. Le parole che seguono il “Ciao Leopoldo” mi ghiacciano il sangue. Respiro a fatica. Non ho letto tutto il testo che compone il messaggio, ma bastano poche parole per capirne il senso.
L’Italia è un Paese costruito su grandi patrimoni generati da anni di sacrifici, risparmi e rinunce. A questi patrimoni guardano in tanti, anche le piattaforme di intelligenza artificiale e non fanno che aumentare, se mai ce ne fosse bisogno, quella sensazione diffusa, sottile ma persistente di incertezza, che attraversa le società avanzate. I mercati azionari tengono. Le economie crescono, almeno sulla carta. Le Borse segnano nuovi massimi.
Alla borsa di Amsterdam, il prezzo del gas sale oltre il 50% nella sola seduta di oggi. All’apertura della giornata, il future TTF di riferimento per l’Europa ha reagito con il balzo di cui sopra. Un rialzo intraday nell’ordine del 40%, con picchi a 48 euro per MWh ed ha toccato più volte variazioni prossime al +50% rispetto ai livelli precedenti all’escalation bellica.
Il mercato finanziario è una folla di persone che si spostano in una piazza: non si muovono tutte insieme. Quando qualcuno grida “piove!”, tutti iniziano a guardare il cielo.
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