Petrolio in caduta libera, Wti e Brent sotto $35 dollari

6 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ancora una giornata da incubo per il petrolio. Oggi quotazioni dell’oro nero sono di nuovo in forte calo, con le quotazioni del Brent e del Wti che si muovono sotto i 35 dollari al barile, ai minimi da 11 anni.

A scatenare la nuova ondata di vendite, le forti le tensioni tra Arabia Saudita e Iran, impegnate in una vera e propria guerra sul greggio. Ieri Riad ha annunciato a sorpresa un netto taglio dei prezzi del petrolio venduto ai clienti europei. Un segnale importante nei confronti dell’Iran che, grazie all’allentamento dell’embargo seguito all’accordo sul nucleare, presto potrà aumentare le esportazioni di oro nero.

Il petrolio iraniano andrà ad aumentare l’offerta su un mercato già in sofferenza a causa del rallentamento economico della Cina e della volontà dei sauditi di affondare lo shale oil americano.

Ricordiamo inoltre che a metà dicembre il direttore generale della Iran’s Central Oil Fields Company (una delle compagnie di produzione della National Iranian Oil Company) ha dichiarato all’agenzia di stampa Mehr che in alcuni campi petroliferi nella zona centrale dell’Iran, il greggio può essere prodotto al costo di 1-1,5 dollari al barile.

A spingere in basso i prezzi, ci pensano poi, i timori per un forte rallentamento della Cina alla luce delle ultime statistiche sulla produzione oltre alla notizia del primo test di una bomba all’idrogeno da parte della Corea del Nord.

Quanto alla Cina, come noto la seconda economia al mondo è un importante consumatore di prodotti energetici. Un calo della domanda cinese andrebbe dunque ad accrescere i timori per un eccesso di fornitura che stanno da tempo mettendo in ginocchio il settore.

Un’altra spallata ai prezzi e’ arrivata dalla diffusione di  un rapporto di Genscape: secondo la societa’ che fornisce dati sul settore petrolifero, le scorte a Cushing, Oklahoma (il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio), sono cresciute nella settimana conclusa venerdi’ scorso. Al 25 dicembre scorso il dato era gia’ ai massimi storici, cosa che alimenta i timori che a Cushing non ci sia spazio sufficiente per immagazzinare il petrolio.

In questo momento i futures sul Wti in scadenza a febbraio il 3% 34,98 dollari al barile mentre quelli sul Brent, stessa scadenza, -2,08% a 34,34 dollari al barile.