Verso governo euro scettico, Btp al 2%: aumentano chance taglio rating

10 Maggio 2018, di Daniele Chicca

MoVimento 5 Stelle e Lega hanno chiesto tempo fino a domenica per trovare un accordo di governo “alla tedesca”. Se i due partiti euro scettici dovessero riuscire a trovare la quadra e presentarsi con qualcosa di concreto al Quirinale, non dovrebbero avere problemi a ottenere la fiducia del parlamento per un esecutivo “politico”, che rispecchi il volere degli elettori espresso lo scorso 4 marzo.

L’idea di un governo anti establishment che potrebbe compromettere i rapporti già incrinati con Bruxelles e mettere a repentaglio i vincoli di bilancio con la riforma delle pensioni e quella del lavoro, nonché altre misure costose come flat tax e reddito minimo garantito sta mettendo sotto pressione la Borsa e i Btp italiani. Il rendimento del decennale ha toccato l’1,95% prima di retrocedere leggermente, mentre lo spread con i Bund omologhi si è allargato fino quasi ai 140 punti base.

Analisti e commentatori dei mercati finanziari considerano da tempo l’alleanza tra i due partiti anti establishment lo scenario peggiore possibile. Piazza Affari è in calo dell’1,17%, in controtendenza rispetto ad altre Borse europee come Francoforte, Madrid e Parigi. I BTP sono sotto pressione, mentre lo spread con i rendimenti dei Bund decennali si è ampliato in area 136 punti base. Si tratta di un impatto relativamente minimo rispetto a quello che si poteva attendere.

Mattarella: l’anti europeismo è “un inganno”

Se M5S e Lega non riescono invece a trovare un’intesa sul programma di governo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronto il piano B: un governo “neutrale” di tregua – probabilmente guidato da una donna – che traghetti il paese fino alle prossime elezioni anticipate.

In un intervento a Firenze giovedì 10 maggio, Mattarella ha lanciato un appello alle due forze anti establishment perché non rovinino i buoni rapporti con l’Unione Europea, che per la verità si sono già incrinati negli ultimi anni per via delle rigide politiche fiscali e migratorie richieste all’Italia. Il Capo dello Stato ha fatto capire che l’anti europeismo è un “inganno”.

Pensare di farcela da soli è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche“, ha dichiarato Mattarella all’apertura dei lavori della conferenza “The State of the Union 2018, solidarietà in Europa”. “Tutti sanno che nessuna delle grandi sfide, alle quali il nostro continente è oggi esposto, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell’Unione, preso singolarmente, quale che sia la sua dimensione.

Per capire quale tipo di governo aspettarsi nella terza economia dell’area euro, che dopo il voto del 4 marzo deve fare i conti con un parlamento variegato senza una chiara maggioranza, bisogna capire che dipenderà da quali saranno le priorità e quali sono i compromessi che troveranno: reddito minimo e flat tax insieme sarebbero insostenibili finanziariamente. Non si possono fare entrambe, anche perché sarebbe molto costoso anche riformare la legge Fornero, una misura che tutte e due le forze politiche vedono come una priorità.

Gli ultimi dati economici, poi, sono stati così così in Europa nel suo complesso e in Italia. Una coalizione anti establishment e non filo europea come quella che si sta per formare, causerà turbolenze sui mercati perché farebbe temere per il non rispetto dei vincoli di bilancio e di deficit. Si inizierebbe a speculare sulle possibili sanzioni dell’UE. Forse questo scenario potrebbe alla fine offrire a Mario Draghi una ragione in più per rimandare una normalizzazione delle politiche monetarie e la prima stretta monetaria dopo tanto tempo della Bce (che i mercati scontano intorno a giugno 2019).

Goldman Sachs: “mercati ancora troppo compiacenti”

Goldman Sachs, come aveva fatto notare già a gennaio, ricorda che i mercati, forse convinti dalle manovre di sostegno di Draghi, restano oggi come oggi troppo asettici, insensibili ai pericoli rappresentati dall’evolversi della situazione politica. L’analista per l’Europa Sylvia Ardagna scrive che nonostante crescano i rischi politici in Italia i mercati rimangono compiacenti.

“La reazione del mercato è rimasta fin troppo stabile. Pensiamo che il mercato è troppo compiacente nello scontare i rischi politici in Italia. Riteniamo che un governo formato da Lega e MoVimento 5 Stelle resti l’esito più negativo per i mercati” finanziari.

Da un punto di vista economico i manifesti politici programmatici dei due partiti dovrebbero fare suonare un campanello d’allarme per i mercati, secondo la strategist: “la legge di bilancio del 2019 sarebbe costituita da politiche fiscale che porteranno a un deterioramento dei conti pubblici e che vanno contro la riduzione dello stock di debito pubblico, aumentando le chance di un taglio del rating da parte delle agenzie“.

Inoltre, così facendo “l’Italia andrebbe a violare la soglia del 3% del deficit/Pil, creando tensione con le autorità dell’Unione Europea”. Anche se M5S e Lega hanno abbassato i toni della retorica anti europeista, le tensioni tra Italia e partner europei complicherebbero quasi certamente i tentativi a livello europei di fare progressi sul fronte della maggiore integrazione europea.