Petrolio pagina 151
Dopo avvio in lieve aumento, i principali indici della Borsa Usa, archivino la seduta in negativo. Wti – 4% a 44 dollari.
Ftse MIB positivo nonostante problemi Cina e bufera Volkswagen. Settore auto prova a chiudere voragine. Euro si risolleva dai minimi settimanali sul dollaro.
Borse e commodities cedono terreno sulle preoccupazioni in merito allo stato di salute dell’economia Usa. Giù petrolio e oro.
Corrono Luxottica, Yoox e Buzzi. Eni vira in rosso nel pomeriggio. Unipol cede piu’ dell’1% al’esordio tra i grandi. Francia declassata. Euro sotto 1,12 dollari.
Il calo costante dei prezzi, che si protrarrà fino al 2017, rende alcuni investimenti in progetti energetici completamente antieconomici.
I paesi della regione hanno da sempre goduto di ricchezze petrolifere, diventando tutori di ordine e stabilità. Ora iniziano a traballare. Ecco come e perché.
Il future sul Brent è sceso al punto più basso negli ultimi 6 anni, dopo le turbolenze del mese di agosto. Ecco quali saranno le aziende più colpite.
Secondo l’agenzia di rating il crollo dei prezzi inciderà sul cash flow che accuserà una contrazione di almeno il 20%. Riguardo a Eni…
Euro rischia $1,13. Dati Cina deludenti lanciano allarme sulla stabilità dell’economia. Shenzen -6,7%, Shanghai -2,7%.
Riviste al ribasso le previsioni sul 2016. Problemi “Cina e America Latina”, mentre cala produzione Usa (e non solo).