Federal Reserve pagina 105
Dow sale oltre i 300 punti. Lunedì il mercato resterà chiuso per il President’s Day. Greggio rimbalza: +12%.
Sebbene il presidente della Fed, Janet Yellen, in occasione della sua testimonianza semestrale davanti alla commissione Finanza della Camera, abbia dichiarato che la politica monetaria Usa continuerà ad avere un approccio “accomodante” anche dopo la stretta di dicembre, gli analisti di Mirabaud AM continuano a credere che “i rischi di una recessione statunitense restino bassi
Le dichiarazioni del numero uno della Fed hanno mandato ulteriormente nel caos i mercati.
Dow Jones in calo di 300 punti. Il crollo dell’azionario in Europa, sceso ai minimi da agosto 2012, ha effetti nefasti anche oltreoceano. Euro sopra 1,13 dollari.
Malgrado gli ultimi dati deludenti, il governatore della banca centrale si aspetta che “nel medio termine” l’inflazione torni a crescere al passo annuale del 2%.
Ai prezzi del petrolio non riesce il tentativo di ripresa. In ambito societario pesa il profit warning di Sears. Non convincono i conti fiscali di Coca-Cola e CVS Health.
Il peggioramento della Borsa Usa va di pari passo con l’amplificazione delle perdite del petrolio che torna a bucare i 30 dollari al barile.
NEW YORK (WSI) – Resta incerto la strada che imboccherà’ quest’anno la Fed in termini di costo del denaro. “Dopo sette anni di tassi e volatilità tenuti sistematicamente compressi, le autorità sono di fronte all’evidenza: devono rispondere a delle domande che non hanno una risposta obiettiva. Avrebbe dovuto essere il mercato a rispondere” scrive in
Il think tank ha fatto poi riferimento anche al crollo dei prezzi delle materie prime e dei loro effetti sui mercati emergenti. Di seguito un altro grafico sul crollo dell’indice Sentix.
Aiuta l’idea di una Fed in pausa e il balzo dei titoli delle banche dopo la pioggia di vendite che è caduta sul settore. Focus anche su petrolio e occupazione Usa.