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Borsa Usa: effetto farfalla, indici in profondo rosso

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NEW YORK (WSI) – Gli effetti nefasti della seduta in profondo rosso dell’azionario europeo, sceso ai minimi da agosto 2012, si fanno sentire anche oltreoceano, con l’indice Dow Jones che arriva anche a crollare di -300 punti a un certo punto. Il dollaro continua la sua discesa sull’euro, che da parte sua si attesta sopra quota $1,13.

Il paniere delle blue chip ha poi diminuito lievemente le perdite con il passare degli scambi ma il panico visto in Europa si è trasferito anche nelle sale operative Usa. I mercati azionari americani vengono da una seduta a due velocità, ma oggi difficilmente ci sarà un indice che riuscirà a scampare alle vendite.

Il paniere allargato S&P 500 cede il 2%, a 1.815,50. Volano i beni rifugio per eccellenza come Bund e oro (+59,50 dollari a 1.254,10 dollari l’oncia). Richiesti i titoli di stato a lunga scadenza. con il tasso decennale dei Treasuries Usa ha rotto la soglia di 1,6% e ora scambia all’1,58%.

I mercati hanno perso la fiducia nella capacità delle banche centrali di rilanciare la ripresa economica fiacca e raggiungere l’obiettivo dell’inflazione vicino al 2% che sembra sempre di più un lontano miraggio. In un giorno in cui la Svezia ha sorpreso tutti imponendo un tasso negativo del -0,5% (dal -0,35%) i fari sono puntati sulle nuove dichiarazioni che saranno rilasciate oggi dal numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, al suo secondo giorno di audizione al Congresso Usa.

Si segnala inoltre l’ennesimo tonfo dei prezzi del petrolio: i futures sul Wti statunitense fanno segnare un meno 3% circa a $26,65 al barile, mentre il Brent è in calo -1,20% a $30,47. Pesa l’immobilità dell’Opec che non sembra avere la volontà e la leva politica sufficiente a ridurre la produzione di barili. Il tutto mentre le scorte continuano a salire.

“La minaccia di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed, unita allo smorzarsi delle aspettative su un taglio congiunto dell’offerta da parte dei paesi Opec e non Opec – dice Jasper Lawler di CMC Markets – hanno riportato i prezzi del contratto Usa ai minimi in 12 anni, ovvero dal 2003″.