Alert BP: “Tra poco tutti pieni barili petrolio in depositi”

10 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’eccesso di offerta è uno dei problemi principali – se non il principale – che sta attanagliando il petrolio: basterebbe che i maggiori paesi esportatori della materia prima, membri e non membri dell’Opec, riducessero i livelli di produzione di barili per dare sollievo ai prezzi, messi sotto pressione ormai da due anni e mezzo.

A giugno 2014 i contratti sul WTI valevano 110 dollari al barile, ora scambiano sotto quota 30 dollari. Il Ceo di British Petroleum (BP), azienda ha registrato nel 2015 la perdita annuale peggiore della storia, ha lanciato un avvertimento sulle scorte. Secondo lui i barili di greggio che rimarranno invenduti nei depositi saranno tutti riempiti entro la fine del primo semestre.

“Siamo molto pessimisti per la prima metà dell’anno”, ha detto il top manager alla conferenza IP Week a Londra. “Nella seconda parte dell’anno, tutti i barili e le piscine del mondo saranno colme di petrolio e a quel punto i fondamentali incominceranno a manifestarsi”. Il mercato incomincerà dunque a riequilibrarsi nella seconda metà del 2016″.

O forse non lo farà, perché le scorte in eccesso saranno ‘scaricate’ direttamente nel mercato una volta che i barili saranno stati colmati di oro nero non consegnato. Se dovesse succedere, il prezzo del petrolio scenderebbe intorno in un range compreso tra i 10 e i 20 dollari, come peraltro alcune banche pronosticano. Moltiplicandosi, i tentativi delle aziende e dei paesi esportatori di liberare le scorte in eccesso tutti insieme, creerebbero turbolenze nei mercati.

A Cushing, Oklahoma, le scorte hanno raggiunto i livelli di capacità