Fed perde la bussola, Yellen: “non escludiamo tassi negativi”

12 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Sempre più confuse le dichiarazioni che arrivano dalla Fed relative alle prossime mosse di politica monetaria. La Fed continuerà ad alzare i tassi, oppure addiritturà sarà costretta non solo a fermarsi ma anche a tagliarli, come qualcuno già suggerisce? E finirà con l’imporre tassi negativi ?

La sensazione è che la Banca centrale Usa abbia perso la bussola. Di certo, in queste ore di caos totale sui mercati, non hanno aiutato le parole proferite da Janet Yellen, presidente dell’istituto che, nel suo intervento al Congresso Usa, ha ammesso che esiste “una chance” di una recessione, precisando comunque che tale probabilità esiste sempre in qualche modo, ogni anno.

A sorprendere è stata più che altro la sua risposta alla domanda del senatore repubblicano Bob Corker, sull’opzione dei tassi di interesse negativi, una mossa che significherebbe per le banche Usa pagare per i depositi presso la Fed.

Yellen ha di fatto lasciato la porta aperta a tale opzione.

Alla luce dell’esperienza dei paesi dell’Europa e di altri che hanno adottato i tassi di interesse negativi, stiamo guardando di nuovo a essi, dal momento che vogliamo essere preparato, nel caso in cui si presentasse la necessità di adottare una politica più accomodante. Non abbiamo finito la nostra valutazione. Dobbiamo considerare il contesto istituzionale e se (i tassi di interesse) funzionerebbero bene, qui. Non è una cosa automatica”.

Yellen ha ribadito di non ritenere che la Fed ricorrerà a una tale strategia, ma ha anche affermato che tale opzione non può essere esclusa a priori. Le sue parole hanno contribuito a mandare nel caos i mercati, secondo cui la probabilità che i tassi negativi vengano adottati in Usa non è più così remota.

Stando ai calcoli di Bank of America Merrill Lynch, tra l’altro, i mercati scommettono su uno scenario di tassi negativi entro la fine del prossimo anno con una probabilità del 17% circa.