Federal Reserve pagina 106
Dati deludenti rispetto al 2015. Salari medi saliti ma non è per forza un buon segno. Tasso partecipazione forza lavoro invariato su livelli bassi.
L’opinione di Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos secondo cui al momento il mercato e’ da hold.
NEW YORK (WSI) – Chiusura in rialzo per la Borsa Usa, nonostante la pubblicazione di dati macro inferiori alle stime. Il Dow Jones chiude in territorio positivo (+0,49%), mentre il Nasdaq e lo S&P 500 segnano +0,13%.Non aiutano i dati arrivati dal fronte macro, visto che nell’ultima settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 285mila unità,
Tre e non quattro saranno gli aumenti del costo del denaro della Federal Reserve quest’anno. Sono le previsioni del team di analisti di Goldman Sachs, secondo cui il meeting di marzo segnerà un nulla di fatto con i tassi di interesse che contrariamente alle previsioni rimarranno invariati.L’istituto Usa ha così rivisto le sue stime, che
Il biglietto verde ha poi recuperato terreno. Ma le parole del presidente della Fed di New York Dudley hanno profondamente scosso i mercati globali.
Il problema è che per gli Stati Uniti nel 2016 si avrà uno scenario peggiore rispetto a quello di una crescita modesta attuale.
Come il resto degli analisti e degli investitori la Federal Reserve non ha idea di quello che succederà. È l’opinione espressa da Nicholas Colas di Convergex, secondo cui la banca centrale Usa “si trova nella stessa posizione di tutti noi e dei mercati finanziari in fatto di previsioni su quale sarà il percorso di crescita
Rimpatriate altre 210 tonnellate da Parigi e New York. Entro il 2020 vuole possedere più della metà del suo oro. Cosa significherà questo per la stabilità dei prezzi?
“E’ molto probabile che la Federal Reserve faccia un passo indietro come altri paesi hanno fatto, come la Svezia (dopo la crisi del 2008), dove si è pensato che alzare i tassi fosse una buona decisione, prima di cambiare idea e abbassarli”
Apple, fine di un’era: primo calo del fatturato in 13 anni. Banche favorite da accordo con Ue per soluzione alla bomba sofferenze. Ma crediti più rischiosi non saranno garantiti.