Borsa Milano giù, Saipem -10%. FCA, utili in forte calo senza Ferrari

27 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – È una seduta nervosa per l’azionario europeo, dove i listini sono sotto pressione, ulteriormente appesantiti dal ritorno delle vendite nel mercato del petrolio e dalla mancanza di fiducia nell’economia cinese. Pesa anche la fine di un’era di crescita costante di Apple, mentre l’accordo sulla bad bank viene accolto tiepidamente dai mercati. Il sentiment generale si è dunque indebolito proprio poco prima della decisione della Federal Reserve sui tassi, attesa per stasera.

L’indice Ftse Mib perde -0,40% a 18.848 punti vanificando un avvio in lieve progresso.

Sotto il profilo delle notizie societarie, Apple ha comunicato un andamento delle vendite di iPhone deludente, la crescita più bassa dalla nascita dello smartphone, e ha inoltre previsto il primo calo del fatturato in 13 anni di tempo. L’AD Tim Cook ha dichiarato che il gruppo deve far fronte a “condizioni estreme mai viste prima”.

A Piazza Affari le banche, che dovrebbero essere in teoria favorite dalle ultime notizie circa un accordo tra Italia e Ue sulla bad bank dove fare confluire le sofferenze (una bomba di prestiti in sofferenza da più di 200 miliardi di euro) cedono invece terreno. Unicredit -3,29%, Ubi Banca -3,69%, Mediobanca -1,58%, Intesa SanPaolo -0,97%, Bper -4,66%, BPM -2,16%, BP -7,57% circa. MPS chiude in lieve rialzo, con +0,28%. Il Tesoro ha fatto sapere che saranno garantiti solo i crediti meno rischiosi.

Tra i titoli di altri settori Eni invariata, Exor -2,28%, Finmeccanica -3,54%, FCA -1,07%, Stm +4,33%, Telecom Italia +1,07%, Mediaset +1,15%,

A tal proposito, focus sull’annuncio della società guidata da Sergio Marchionne, che ha rialzato il target sul 2018. L’utile netto adjusted in particolare, previsto in precedenza a 4,5-5,3 miliardi di euro, migliora a 4,7-5,5 miliardi. I ricavi netti salgono da 129 a 136 miliardi, mentre l’Ebit adjusted è in crescita a 8,7-9,8 miliardi (era previsto a 8,3-9,4 miliardi). Invece l‘indebitamento industriale netto, che era atteso tra 1,9 e 2,4 miliardi, sarà più elevato: tra 4 e 5 miliardi. Marchionne ha detto che il 2015 è stato “un anno fenomenale” per Fiat-Chrysler.

Fatto sta che senza il contributo di Ferrari  Fiat-Chrysler ha chiuso il 2015 con un utile netto di 377 milioni, in forte calo rispetto ai 632 milioni del 2014. Nel quarto trimestre, in particolare, il risultato netto è stato di 251 milioni, in netta flessione rispetto ai 420 milioni dello stesso periodo del 2014. L’utile netto adjusted (inclusa la Ferrari), aggiunge Fca, nel 2015 è stato di 2,026 miliardi, quasi raddoppiato rispetto all’anno prima (1,060 miliardi).

Tra gli altri titoli, ancora pesante Saipem per l’operazione di aumento di capitale avviata lunedì. Il titolo ha ceduto oltre -10%.

Sul versante macro, l’incremento della della fiducia dei consumatori americani in gennaio ai massimi di tre mesi aveva aiutato Wall Street a chiudere in rialzo come l’Europa. A non aiutare oggi è invece la delusione per il calo dei profitti industriali in Cina. Con una flessione del 4,7% anno su anno, dovuto sopratutto a un clamoroso collasso del 60% nel settore minerario, i rialzi iniziali sono evaporati e i mercati hanno toccato anche nuovi minimi.

Sul valutario, lo yuan scambiato offshore è salito anche oggi, dopo che i media governativi hanno scritto il terzo articolo contro George Soros e le sue possibili speculazioni al ribasso contro la moneta cinese. Oggi è stata la volta dell’agenzia Xinhua, che ha definito l’investitore filantropo un “coccodrillo finanziario”. Intervenuto al World Economic Forum di Davos, Soros aveva detto che avrebbe venduto le divise asiatiche.

Tra le materie prime il contratto sul petrolio al Brent di Londra balza oltre +1% 32 dollari al barile al momento, dopo un balzo del 4,3% fatto segnare ieri, che ha trainato al rialzo i mercati azionari. I futures sul West Texas Intermediate Usa riducono i cali a $31,36 al barile dopo il rally del 3,7% della vigilia.

In Asia particolarmente negativa la performance della Cina, dove hanno pesato nuovi dati macro negativi.Va meglio alla Borsa giapponese, con il Nikkei che è avanzato del 2,72% circa oggi. Shanghai ha esteso i cali e ha chiuso con una perdita -0,50% mentre l’indice di Hong Kong, Hang Seng, +1,02%. In Australia, al ritorno dalle contrattazioni dopo un martedì di festa, il listino S&P/ASX 200 ha ceduto l’1,2%. Seoul +1,40%.

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