La BCE ha spiegato che le prospettive sui prezzi dell’energia restano caratterizzate da una forte volatilità, ma che al momento si collocano su livelli vicini allo scenario di base elaborato nelle proiezioni economiche di giugno dagli esperti dell’Eurosistema. Tuttavia, i prezzi rimangono significativamente superiori rispetto ai livelli registrati prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, con possibili conseguenze sull’andamento dell’inflazione nei prossimi mesi.
Secondo il Consiglio direttivo, l’impatto dello shock energetico sui prezzi non si è ancora manifestato completamente. Per questo motivo la BCE continuerà a valutare con attenzione sia la durata sia l’intensità della pressione sui costi dell’energia, insieme agli eventuali effetti indiretti e di secondo impatto sull’economia europea.
I tassi BCE restano fermi
Con la decisione adottata oggi, i tre principali tassi di interesse della BCE rimangono invariati. In particolare, il tasso sui depositi presso la banca centrale resta al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali rimane al 2,40%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale resta al 2,65%.
La scelta di non modificare il costo del denaro riflette la volontà della BCE di mantenere un approccio flessibile in una fase ancora segnata da elevata incertezza. L’obiettivo principale resta quello di riportare e stabilizzare l’inflazione sull’obiettivo del 2% nel medio periodo, senza compromettere la stabilità economica dell’area euro.
Politica monetaria guidata dai dati
La BCE ha ribadito che le future decisioni sui tassi saranno prese riunione dopo riunione, sulla base dei dati disponibili. L’istituto non intende quindi seguire un percorso prestabilito per il costo del denaro, ma valuterà di volta in volta l’evoluzione dello scenario economico e finanziario. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo terranno conto delle prospettive sull’inflazione e dei relativi rischi, dei nuovi indicatori economici, dell’andamento dell’inflazione di fondo e dell’efficacia con cui la politica monetaria continua a trasmettersi all’economia reale.
La BCE continuerà quindi a osservare attentamente se le pressioni inflazionistiche stanno rallentando in modo sostenibile o se gli shock esterni, come quello energetico, potrebbero rallentare il processo di rientro dei prezzi.
Portafogli PAA e PEPP in riduzione
Sul fronte dei programmi di acquisto di titoli, la BCE ha confermato il proseguimento della riduzione dei portafogli del Programma di acquisto di attività (PAA) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP). La diminuzione avviene in modo graduale e prevedibile, dal momento che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. La riduzione degli acquisti rappresenta un ulteriore elemento del processo di normalizzazione della politica monetaria dopo gli interventi straordinari adottati negli anni precedenti.
BCE pronta a intervenire sui mercati
L’istituto guidato dalla presidente Christine Lagarde ha inoltre ribadito la propria disponibilità ad adeguare tutti gli strumenti a disposizione per garantire che l’inflazione torni stabilmente verso il target del 2% e per preservare il corretto funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria.
In particolare, resta operativo lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, che può essere utilizzato in caso di dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate in grado di mettere a rischio la trasmissione uniforme della politica monetaria nei Paesi dell’area euro. La BCE sottolinea quindi di essere pronta ad agire qualora eventuali tensioni sui mercati finanziari dovessero compromettere l’efficacia delle proprie decisioni.
Attesa per le parole di Lagarde
La presidente della BCE illustrerà le motivazioni alla base della decisione nella conferenza stampa prevista nel pomeriggio alle 14.45 (ora dell’Europa centrale). Gli investitori guarderanno soprattutto alle indicazioni sul futuro percorso dei tassi, sulle conseguenze dello shock energetico e sulle prospettive dell’inflazione europea.
La comunicazione della banca centrale sarà quindi fondamentale per comprendere se l’attuale fase di pausa sui tassi potrà proseguire nei prossimi mesi o se nuovi elementi economici potrebbero spingere Francoforte a modificare nuovamente la propria strategia.