Chi è il nuovo Premier inglese Burnham che punta sulle riforme economiche per rilanciare il Paese
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L’arrivo di Andy Burnham a Downing Street segna l’inizio di una nuova fase per il Regno Unito. Il nuovo primo ministro britannico ha scelto di presentarsi con un messaggio chiaro: rilanciare la crescita economica attraverso un programma di riforme strutturali, con un orizzonte di dieci anni, e intervenire subito per alleggerire il peso del caro vita sulle famiglie.
Nel suo primo discorso da premier, Burnham ha parlato di una trasformazione destinata a rappresentare “i cambiamenti più profondi degli ultimi quarant’anni”, promettendo un nuovo modello economico e politico dopo quello che ha definito il progressivo declino iniziato negli anni Ottanta. L’obiettivo è riportare il Paese su un percorso di crescita stabile, rilanciare l’industria e rafforzare il ruolo dello Stato nei servizi essenziali, mantenendo al tempo stesso il rispetto delle regole di bilancio.
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Il cuore della strategia del nuovo governo sarà un piano di sviluppo nazionale che dovrebbe essere presentato entro la fine dell’anno. Burnham ha spiegato che il progetto sarà accompagnato da precise indicazioni sulle coperture finanziarie, con l’intenzione di dare maggiore prevedibilità agli investimenti pubblici e privati.
La parola chiave è reindustrializzazione. Il premier punta infatti a rafforzare il tessuto produttivo britannico, sostenendo gli investimenti e riportando al centro dell’economia il manifatturiero, in un momento in cui il Regno Unito continua a confrontarsi con una crescita debole, un elevato debito pubblico e gli effetti di lungo periodo della Brexit.
L’idea è quella di costruire una “nuova economia”, caratterizzata da un maggiore intervento pubblico nei servizi strategici e da politiche capaci di favorire occupazione, investimenti e sviluppo territoriale.
Le priorità: costo della vita, lavoro e welfare
Accanto alle riforme di lungo periodo, Burnham ha annunciato una serie di interventi immediati destinati ad affrontare una delle principali preoccupazioni delle famiglie britanniche: il costo della vita. Tra le prime misure figura l’eliminazione dell’Iva dalle bollette dell’elettricità per le utenze domestiche a partire dal prossimo ottobre. Secondo il governo, il provvedimento dovrebbe garantire un risparmio medio di circa 45 sterline all’anno per famiglia e arriverà in concomitanza con il previsto aggiornamento del tetto massimo delle tariffe energetiche.
Il nuovo premier ha inoltre indicato altre priorità sociali ed economiche, tra cui:
- contrastare il fenomeno dei senzatetto;
- favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro;
- riformare il sistema dell’istruzione;
- rafforzare il sostegno alla salute mentale;
- costruire nuove abitazioni popolari.
Secondo Burnham, investire nella prevenzione dei problemi sociali e nelle opportunità di crescita delle persone sarà più efficace che intervenire soltanto per gestire le conseguenze delle difficoltà economiche.
Cosa guardano i mercati
Se dal punto di vista politico l’attenzione è concentrata sull’arrivo di Andy Burnham a Downing Street, sui mercati finanziari gli occhi sono puntati soprattutto sul nuovo cancelliere dello Scacchiere, John Healey, chiamato a gestire una delle fasi più delicate per i conti pubblici britannici. Healey prende il posto di Rachel Reeves e dovrà affrontare una situazione complessa, caratterizzata da crescita economica modesta e finanze pubbliche sotto pressione.
Tra le altre nomine spiccano Ed Miliband agli Esteri, Wes Streeting alla Difesa, mentre Shabana Mahmood mantiene la guida del ministero dell’Interno. Louise Haigh entra invece nel nuovo esecutivo come ministra del Cabinet Office. Il rimpasto rappresenta anche una discontinuità politica rispetto al precedente governo di Keir Starmer, con diversi esponenti della sua squadra che sono stati sostituiti.
Le prime nomine del nuovo governo hanno contribuito a rasserenare i mercati: i rendimenti dei gilt, i titoli di Stato britannici, sono infatti scesi dopo l’annuncio della squadra di governo, segnale di una ritrovata fiducia degli investitori. Tuttavia, gli analisti ritengono che il vero banco di prova sarà la legge di bilancio autunnale, quando il governo dovrà dimostrare come finanzierà le promesse di maggiori investimenti, in particolare per difesa, edilizia pubblica e welfare.