Meno abitanti, più anziani e una forza lavoro in contrazione. Le proiezioni della Commissione europea delineano una trasformazione destinata a incidere su crescita, occupazione, welfare e finanza pubblica
Il termine demografia indica una scienza che si occupa dello studio delle popolazioni umane andando ad analizzare: numero totale o parziale per singolo Paese, composizione, calo, crescita e sviluppo.
Anche lo sviluppo dell’economia e la pianificazione degli investimenti sono, inevitabilmente, legati ai cambiamenti in atto nella popolazione in un certo territorio e quindi alla demografia.
Per comprendere le possibili tendenze dell’economia e dei mercati nelle diverse regioni del pianeta è quindi necessario tenere sempre più in considerazione gli aspetti legati ai dati forniti dai vari studi demografici.
Nell’influenzare i livelli di crescita economica, di risparmio e le dinamiche dei consumi, infatti, la crescita della popolazione e la distribuzione delle varie classi di età possono favorire alcuni settori economici a scapito di altri, giustificando piani di sviluppo differenti e obbligando i legislatori a ridefinire la struttura dei rispettivi sistemi pensionistici e di welfare.
Come tutte le scienze, anche la demografia basa le proprie ricerche e dati su precisi fattori, che sono:
Su Wall Street Italia trovi tutte le news relative alla demografia, la situazione in Italia e nel mondo: ricerche e dati, come questi numeri influenzano anche le politiche economiche e gli investimenti dei Governi.
Meno abitanti, più anziani e una forza lavoro in contrazione. Le proiezioni della Commissione europea delineano una trasformazione destinata a incidere su crescita, occupazione, welfare e finanza pubblica
Secondo l’ultima indagine ABI, il calo della popolazione attiva e l’invecchiamento mettono sotto pressione economia e welfare. Quattro le leve strategiche individuate: giovani, donne, laureati e flussi migratori regolari
Una ricerca di Credem e Università Cattolica fotografa le preoccupazioni dei nuovi over 50: pensioni, benessere psicofisico, caregiving e bisogno crescente di consulenza finanziaria.
Nel 2025 la longevità non è più soltanto un tema demografico, ma un fattore che incide in modo diretto sulla gestione del reddito delle famiglie italiane. A evidenziarlo è l’analisi del Centro Studi di Coverflex, basata su un campione di oltre 65.000 lavoratori, che mostra un cambiamento profondo nelle priorità di spesa legate alla cosiddetta
Residenti fermi a 58,9 milioni dopo dodici anni di calo: nascite ai minimi storici (355mila) e saldo naturale negativo compensato dai flussi dall’estero. Cresce intanto la speranza di vita e l’età media sale a 47,1 anni.
L’Italia si conferma il Paese più vecchio d’Europa. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, all’inizio del 2025 l’Italia detiene il primato europeo per età media più alta: 49,1 anni. Nessun altro Stato membro raggiunge valori simili
L’Italia è sempre più vecchia e il problema della longevità e dei cambiamenti strutturali della società è sempre più sentito. Non è una novità anche perchè il nostro è stato il primo Paese al mondo che, nella prima metà degli anni Novanta, ha assistito al sorpasso degli over 65 sugli under 15 ed è quello
Secondo i dati della CGIA di Mestre, negli ultimi dieci anni si è registrato un calo del 5,8% dei giovani tra i 15 e 34 anni. Calo che ha toccato picchi negativi nel Sud della Sardegna (-25,4%)
Un Paese sempre più vecchio e povero. È la fotografia impietosa scattata dalla 58esima del Rapporto del Censis che, come consueto, offre una panoramica dettagliata sui fenomeni che caratterizzano la società italiana.
Serve un drastico cambio di paradigma culturale e finanziario per poter pensare a un futuro migliore. Un domani che i giovani dovranno costruirsi anche con la previdenza integrativa. Ne abbiamo parlato con l’esperto Raffaele Tamburrano.