Crisi di Governo

Una crisi di Governo si verifica quando il Presidente del Consiglio e la sua squadra di Ministri non godono più della fiducia del Parlamento oppure quando il Capo del Governo si dimette. Le motivazioni per aprire una crisi sono fra le più disparate: molto spesso le dimissioni vengono presentate a seguito di uno scandalo così grave da compromettere la credibilità dell’esponente politico.
Altre volte le crisi di Governo sono dovute alle dinamiche interne dei giochi di palazzo: gli accordi fra i vari partiti politici di maggioranza e di opposizione vengono rivisti in itinere durante il mandato e, di conseguenza, vi è una modifica degli equilibri politici, tale per cui diventa impossibile continuare a governare.

Tipi di crisi di Governo

La crisi di governo può essere parlamentare o extraparlamentare. Nel primo caso il Parlamento emette una mozione di sfiducia oppure vota contro a una richiesta di voto sulla fiducia al Governo.
La crisi extraparlamentare ha natura di crisi politica: a seguito di mancati accordi il Governo non gode più della maggioranza in Parlamento, quindi viene meno la possibilità di far approvare le leggi.

Iter e risoluzione della crisi di Governo

Il Presidente della Repubblica ha un ruolo strategico super partes nella risoluzione della crisi.
L’iter si apre con le consultazioni delle varie delegazioni dei partiti presso il Quirinale, l’obiettivo è cercare di capire se sono possibili nuovi accordi di maggioranza oppure se si debba ricorrere alla
consultazione popolare, indicendo elezioni anticipate. In caso di rinnovati accordi, il Presidente della Repubblica può affidare l’incarico a:

  • un Governo-bis con uguale Presidente del Consiglio ma con una nuova compagine di Ministri;
  • un nuovo Presidente del Consiglio scelto all’interno della nuova maggioranza.

Crisi del Governo Conte Bis (2021)

L’attuale crisi di Governo è stata aperta da Matteo Renzi che ha ritirato dal governo Conte bis le 2 ministre Bonetti e Bellanova.
La decisione è stata motivata dal leder di Italia Viva in relazione ai contrasti che ci sono stati con il premier Conte nella gestione del progetto del Recovery plan, sia per quanto riguarda la governance sia nello stanziamento dei fondi.

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