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Consulenti finanziari sempre più centrali: investitori cercano guida e protezione in un mercato più incerto

Geopolitica, instabilità economica, trasformazione tecnologica e intelligenza artificiale stanno modificando il rapporto degli italiani con gli investimenti. In un contesto percepito come più complesso e difficile da interpretare, gli investitori mostrano un atteggiamento più prudente e attribuiscono un’importanza crescente alla consulenza finanziaria.

La sicurezza del capitale e la stabilità dei rendimenti sono oggi le principali priorità per oltre 6 investitori su 10, mentre aumenta il bisogno di affidarsi a un professionista capace di leggere i cambiamenti dei mercati e tradurli in scelte coerenti con gli obiettivi personali. È quanto emerge dall’Osservatorio Investitori 2026 di CNP Assicura, realizzato da Ipsos Doxa su un campione di 2.420 investitori italiani, che fotografa un mercato in cui il ruolo del consulente finanziario si conferma centrale nonostante la crescita degli strumenti digitali.

Più incertezza sui mercati, più bisogno di orientamento: cosa emerge dall’Osservatorio di CNP Assicura

L’indagine evidenzia un aumento della percezione del rischio tra gli investitori italiani. Il 27% degli intervistati prevede un peggioramento del proprio livello di vita nei prossimi due anni, mentre solo il 17% si aspetta un miglioramento. Ancora più prudente è la valutazione sull’economia nazionale: quasi un investitore su due (47%) ritiene possibile un deterioramento dello scenario economico italiano.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto fattori che possono avere un impatto diretto sulla capacità di risparmio e sulle prospettive finanziarie delle famiglie. Il 43% degli intervistati si dichiara molto preoccupato per l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, il 37% per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, mentre cambiamenti climatici e inflazione rappresentano una fonte di preoccupazione per il 32% del campione.

A questi elementi si aggiungono nuovi fattori di incertezza legati agli equilibri internazionali e all’innovazione tecnologica. Il 57% degli investitori ritiene che le politiche economiche degli Stati Uniti avranno un’influenza significativa sulle proprie decisioni di investimento, mentre il 45% guarda con attenzione alle tensioni geopolitiche. Anche l’Intelligenza Artificiale entra tra i temi monitorati: un investitore su quattro ritiene che possa incidere in modo rilevante sull’andamento dei mercati finanziari.

Il consulente finanziario resta il punto di riferimento

In questo scenario, la complessità delle scelte spinge sempre più risparmiatori a cercare un supporto professionale. Secondo l’Osservatorio, il 75% degli investitori considera importante essere accompagnato nelle decisioni finanziarie, mentre il 62% ritiene indispensabile affidarsi a un consulente per investire.

Il dato conferma un cambiamento nel comportamento degli investitori: rispetto al passato diminuisce la propensione a gestire completamente in autonomia il proprio patrimonio, mentre cresce il confronto con il consulente prima di effettuare nuove scelte. Per i professionisti della consulenza finanziaria si apre quindi una fase in cui il valore aggiunto non riguarda soltanto la selezione degli strumenti, ma soprattutto la capacità di interpretare scenari complessi, aiutare il cliente a mantenere una visione di lungo periodo e costruire una pianificazione coerente con obiettivi e bisogni personali.

La crescita delle piattaforme online non sembra mettere in discussione il ruolo del consulente, ma piuttosto modificarne le modalità di relazione con il cliente. Il 65% degli investitori che oggi si affidano prevalentemente al consulente ritiene che in futuro aumenterà l’utilizzo dei canali digitali per gestire i propri investimenti. Tuttavia, il digitale viene visto soprattutto come uno strumento complementare: quasi 4 investitori su 10 dichiarano già oggi di utilizzare l’operatività online per le attività più semplici, mantenendo il confronto con il consulente per le decisioni più complesse.

La richiesta degli investitori sembra quindi andare verso un modello ibrido, nel quale tecnologia e relazione personale lavorano insieme. La metà del campione afferma infatti che aumenterebbe l’utilizzo dei canali digitali se fossero disponibili piattaforme più complete e intuitive.

Protezione del capitale e ruolo delle polizze vita

Nel quadro di maggiore prudenza che emerge dall’indagine, le polizze vita continuano a rappresentare uno degli strumenti più conosciuti e utilizzati dagli italiani. L’84% degli intervistati dichiara di conoscerle, confermandole come una presenza significativa nei portafogli degli investitori. Tra coloro che hanno sottoscritto una polizza vita, il 51% indica come obiettivo principale la protezione del capitale, mentre il 36% punta a ottenere un rendimento mantenendo un livello di rischio contenuto. Solo una quota residuale ricerca principalmente rendimenti più elevati accettando una maggiore esposizione al rischio.

Un orientamento che conferma come, in una fase caratterizzata da incertezza e volatilità, la gestione del rischio stia diventando un elemento sempre più importante nella costruzione del portafoglio.