Fonte: anasf
“Il tema della previdenza, rispetto al suo ruolo sociale e intergenerazionale, rappresenta il vero elemento propulsivo della consulenza finanziaria”. È da questa considerazione del presidente di Anasf, Luigi Conte (nella foto), che prende le mosse l’accordo siglato tra l’Associazione nazionale consulenti finanziari e Mefop, la società partecipata a maggioranza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze specializzata nello sviluppo del mercato dei fondi pensione. L’obiettivo è rafforzare la consulenza previdenziale attraverso una collaborazione tecnica e istituzionale che metterà a disposizione degli associati Anasf competenze specialistiche, strumenti operativi e attività formative.
Le novità della riforma entrata in vigore dal 1° luglio
L’intesa arriva in una fase di profonda evoluzione del sistema previdenziale. Dallo scorso primo luglio sono infatti entrate in vigore le principali novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 sulla previdenza complementare. La misura più rilevante riguarda i lavoratori alla prima occupazione: in assenza di una scelta esplicita, vengono iscritti automaticamente al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo, con possibilità di recedere entro 60 giorni. Per le adesioni tacite, oltre al Tfr, sono previsti anche i contributi del lavoratore – al ricorrere di determinati requisiti reddituali – e del datore di lavoro.
Cambiano inoltre i criteri di investimento delle somme conferite automaticamente, che saranno modulati in funzione dell’età e dell’orizzonte temporale dell’aderente. Allo stesso tempo è prevista anche una maggiore flessibilità nelle prestazioni, grazie all’introduzione di nuove tipologie di rendita. Dal prossimo 31 ottobre, infine, chi trasferirà la propria posizione da un fondo negoziale a un fondo aperto o a un Piano individuale pensionistico (Pip), dopo almeno due anni di iscrizione, manterrà il diritto al contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo.
Carriere discontinue e pianificazione di lungo periodo
Secondo Conte, il rafforzamento della consulenza previdenziale risponde ai cambiamenti del mercato del lavoro, sempre più caratterizzato da percorsi professionali frammentati e frequenti cambi di occupazione.
“La collaborazione con Mefop consentirà di mettere a disposizione dei consulenti finanziari strumenti e competenze specialistiche, a beneficio di famiglie, professionisti e imprese”, ha spiegato il presidente di Anasf. Un supporto che diventa sempre più importante in un contesto nel quale la pianificazione previdenziale non può più essere rinviata. “La scelta di destinare parte del proprio risparmio alla previdenza complementare non può essere rimandata agli ultimi anni della vita lavorativa”, ha osservato Conte. “Carriere sempre meno lineari e il cosiddetto job hopping frammentano i percorsi previdenziali: senza una pianificazione adeguata, a ogni cambio di lavoro il Tfr maturato rischia di essere progressivamente consumato anziché destinato alla quiescenza”.
Un fenomeno che assume particolare rilievo alla luce dei dati Istat, secondo cui soltanto il 18% dei lavoratori con contratto a tempo determinato riesce a trasformarlo in un rapporto stabile nell’arco di un anno.
In questo scenario, il consulente finanziario è chiamato a svolgere un ruolo sempre più rilevante nell’educazione finanziaria e previdenziale, contribuendo ad aumentare il tasso di adesione alla previdenza complementare, oggi intorno al 40%, verso livelli superiori al 70% registrati nei Paesi che hanno introdotto sistemi di adesione automatica o obbligatoria.
Tra le esperienze figurano il contributo fino a 1.100 euro destinato ai nuovi nati dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e il programma tedesco Frühstart-Rente, che prevede una “paghetta previdenziale” statale di 10 euro al mese per i bambini tra i 6 e i 18 anni.
L’obiettivo: rafforzare la cultura previdenziale
Per Mauro Marè, presidente di Mefop, l’accordo rappresenta anche uno strumento per diffondere una maggiore cultura previdenziale.
“La diffusione di informazioni complete, corrette e affidabili è fondamentale per raggiungere un tasso di adesione adeguato alla previdenza complementare”, ha affermato. Le rilevazioni di Mefop, ha aggiunto, mostrano infatti che “chi conosce il fondo pensione lo apprezza, ma sono in tanti a non conoscerlo ancora”.
In questo scenario – ha concluso Susanna Cerini, tesoriera Anasf e responsabile dell’Area Finanza, Bilancio, Contabilità, Welfare e Previdenza – il consulente finanziario può contribuire a portare il nostro Paese, dal 40% verso livelli di adesione alla previdenza complementare oltre il 70%, come avviene nelle nazioni che hanno introdotto sistemi di adesione automatica o obbligatoria, attraverso la sottoscrizione di forme pensionistiche complementari sin dai primi anni di età.
Tra le esperienze citate, c’è anche spazio per il contributo fino a 1.100 euro per ogni nuovo nato previsto dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e il programma tedesco Frühstart-Rente, con una “Paghetta previdenziale” statale di 10 euro al mese per i bambini dai 6 ai 18 anni.