Ex economista Obama: “Fed taglierà i tassi”

29 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Quando si tratta di prevedere quale direzione prenderà la ripresa della maggiore economia al mondo, la Federal Reserve brancola nel buio come tutti noi, secondo gli analisti di Wall Street. Lo dimostrano le ultime dichiarazioni fatte sull’economia statunitense.

Le ultime turbolenze di mercato, tra crisi della Cina e delle materie prime, hanno messo in dubbio lo stato di salute di alcuni settori in Usa, tra cui quello privato energetico. Ciononostante Janet Yellen sulla carta non si può permettere di ritornare sui suoi passi anche perché è chiaro che l’eredità che vuole lasciare è quella di aver riportato tutto alla normalità dopo sette anni di tassi zero ai minimi storici.

Motivo per il quale la banca centrale ha preferito ribadire l’intenzione di lasciare la porta aperta a ulteriori incrementi dei tassi nel corso del 2016, dopo lo storico aumento di dicembre, la prima stretta monetaria dal 2006.

Incomincia a crescere, tuttavia, il numero di esperti che ritengono sia invece più probabile un’inversione di tendenza, e dunque un taglio del costo del denaro. È il caso dell’ex consigliere economico del presidente Barack Obama Austan Goolsbee.

“Vogliono alzare i tassi, un ritorno alla normalità. Hanno ipotizzato quattro ulteriori aumenti quest’anno, ma non penso che lo scenario consenta un’azione anche lontanamente simile a quella”, ha detto all’emittente Usa CNBC Goolsbee, professore della Booth School of Business dell’università di Chicago.

Secondo l’ex numero uno del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, “è molto più probabile che debbano invertire la rotta come hanno fatto altre banche centrali, come quella svedese, che hanno aumentato i tassi e poi li hanno abbassati di nuovo”.

Questo perché, sempre secondo l’economista, “la crescita è stata solo modesta negli Stati Uniti e, con tutto quello che succede nel mondo, temo che nel 2016 si avrà uno scenario peggiore rispetto a una crescita modesta”. L’unica cosa sicura è che ai mercati finanziari tutta questa incertezza non piacerà.