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Mercati tempestati di news: Fed, Corea, Francia e Deutsche Bank

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La Corea del Nord ha lanciato quattro missili balistici, tre dei quali sono finiti nel mar del Giappone; la Fed si appresta ad alzare i tassi la settimana successiva alla pubblicazione del report occupazionale Usa; in Francia si mette sempre peggio per il candidato del centro destra, a discapito dei bond Oat; mentre a livello di notizie societarie, pesa il maxi aumento di capitale di Deutsche Bank.

Dopo le voci che avevano colpito il titolo lo scorso venerdì, oggi le azioni sono protagoniste di una delle prove peggiori in Europa. Diversamente sono accolte dal mercato le nozze ufficiali tra Psa-Peugeot, Opel e Vaxhaull (le due divisioni europee di GM), per un valore complessivo di 2,2 miliardi di euro. Il titolo Peugeot guadagna terreno in Borsa.

Sono i cinque grossi market mover di giornata, che incidono sul sentiment degli operatori. 1) Il lancio di quattro missili balistici da parte della Corea del Nord ha depresso l’indice Nikkei della borsa di Tokyo; 2) grava sui corsi azionari mondiali anche l’attesa per il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve dato ormai quasi per certo dai mercati. 3) Pesa il target di crescita per il 2017 fissato dalle autorità cinesi, che certifica una fase di rallentamento. L’obiettivo di crescita del Pil della Cina è stato fissato a +6,5%, minimo in 25 anni. 4)Deutsche Bank, il colosso bancario tedesco ha deciso di lanciare un aumento di capitale del valore di 8 miliardi di euro.  5) Timori per le elezioni francesi.

Tokyo a parte, l’indice MSCI dell’area Asia-Pacifico ha trovato le energie per chiudere in territorio positivo, salendo dello 0,4%, grazie agli acquisti che hanno interessato gli altri listini asiatici.

Sui mercati azionari, c’è una maggiore cautela. Masahi Murata, senior strategist del mercato del forex presso Brown Brothers Harriman, sottolinea come “ci siano preoccupazioni sul fatto che Donald Trump possa non essere in grado di varare i suoi piani di spesa, considerato il ritardo nella nomina di membri principali del suo staff. E’ possibile che il budget del prossimo anno rifletta con difficoltà la sua agenda”, dunque le sue promesse di una manovra fiscale caratterizzata da un taglio enorme delle tasse.

Tra gli altri mercati, si segnala il petrolio sotto pressione, sia per le indicazioni poco confortanti che arrivano dalla Cina che sulla scia di timori sulla reale disponibilità della Russia di unirsi a un accordo globale per ridurre la produzione.

Ancora vendite sull’oro, che la scorsa settimana ha sofferto la performance peggiore dell’anno, con un calo -1,8%. Sul valutario, le tensioni geopolitiche con la Corea del Nord si sono tradotte in un apprezzamento dello yen, considerato valuta rifugio. Sull’obbligazionario lo Spread tra tassi decennali dei Bund tedeschi ed equivalenti francesi si amplia sui 633 punti base.

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