Spread pagina 84
Ftse Mib +0,41%. Focus sul titolo Ing: nel quarto trimestre utili inferiori alle attese. Consob impone divieto di vendite allo scoperto su Finmeccanica. Draghi preoccupato per l’euro forte: la moneta unica scivola sotto $1,35. Spread scende di oltre il 5% a quota 270.
Ftse Mib sopra 16.600. Buy sugli altri mercati europei. Ma i volumi sono sottili: scambi inferiori del 24% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. Molto bene Tokyo +1,9%, yen al minimo dal 2010.
(ASCA) – Roma,  12 feb – Lo spread Btp-Bund apre sui livelli  della chiusura di ieri a 301 punti, rendimento del decennale  al 4,62%.
Ftse Mib in area 16.500. L’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx Europe riduce i guadagni del 2013 a +2,7%. SociĂ©tĂ© GĂ©nĂ©rale: euro scenderĂ fino a $1,20, focus su Italia e Spagna (guarda video intervista). Spread a 300 punti, BTP a 10 anni al 4,60%.
“Una vittoria di Berlusconi sarebbe un disastro per il paese”, scrive il quotidiano britannico. Ha “promesso il rimborso dell’Imu, ma una tale mossa creerebbe un buco nelle finanze fragili di Roma”. Lui: “Dello spread non ci può importare di meno“.
Spread sotto 300. Dati da brivido dal fronte macro: produzione industriale al minimo record in 22 anni; quella di auto crolla -26,5% solo a dicembre. E Bankitalia conferma calo prestiti alle famiglie. Sofferenze banche +16,6% a dicembre. Ma Ftse Mib +1,8% da inizio 2013. Mercati distaccati dalla realta’.
Sette avvisi di garanzia a Fonsai per infedeltĂ patrimoniale. Spread sfiora quota 300. Acquisti su Mps. Impregilo quasi +5% dopo Opa del gruppo Salini. Parla n.1 Bce: moneta unica perde una figura piena dai massimi di seduta e scivola a $1,3415. Ftse Mib -1,22% a 16.400. Saipem +5%.
Dominano i Sell alla vigilia della decisione sui tassi della Bce. Cosa deciderĂ Draghi in un contesto di crescente rischio di guerra valutaria? Tassi Btp e Bonos in rialzo: rischio deja-vu autunno 2011. Alert instabilita’ politica: Berlusconi riduce gap da Bersani a meno del 4%.
La crisi non e’ finita, e’ solo dormiente. Con le turbolenze politiche in Italia e Spagna, ci sono i primi segni di un risveglio del “contagio negativo”. A differenza delle rivali Usa e britanniche, le banche europee sono solo all’inizio del ciclo di alleggerimento del debito.
Le continue pressioni sui bond dell’area piu’ debole dell’Eurozona rischiano di spingere i rendimenti su livelli che destabilizzeranno i mercati e che potrebbero spingere Madrid a richiedere un piano di aiuti.