Petrolio pagina 179
Troppo dipendenti da “unico motore”: ripresa Usa. Performance sottotono di Giappone, Europa. Banche centrali impotenti contro deflazione.
Dopo un avvio in forte rialzo, la Borsa Usa si rimangia i guadagni e chiude in rosso. Gli investitori americani si interrogano sull’entita’ del piano del QE della Banca centrale europea. Risale il greggio.
Tutti i titoli in rialzo. Banche +2,5% circa. Prosegue tonfo petrolio: Brent ai minimi di sei anni e Wti sotto $45 dopo dichiarazioni Emirati. Ftse MIB sopra 18.700.
Fari sulle banche centrali: il Quantitative Easing prende piede in Eurozona. Via a stagione trimestrali.
Difficile la situazione delle banche. Crollano ancora le quotazioni del greggio, sia a New York sia a Londra: Brent sotto $48.
Goldman Sachs taglia le stime e il Brent scende sui nuovi minimi di 5 anni e mezzo. Contratti verso i 48 dollari al barile.
Nonostante i segnali positivi del mercato del lavoro: a dicembre disoccupazione scesa a dicembre al 5,6%. Continuano le vendite sul petrolio: Wti a $48.
Mps oltre -8%. Bper -6,68%, BPM -3,51%, BP -7,47%, Intesa -4%, Unicredit -5,49%, Ubi Banca -5,14%. Euro risale sopra $1,18.
Euro accelera al ribasso, petrolio positivo. Ma analisti Bank of America e UBS scettici. Gran balzo di Unicredit, Intesa e MPS, +12,9% su rumor Opa Santander.
Ftse MIB -0,11%. Il rendimento decennale greco supera il 10% per la prima volta dal settembre del 2013.