Borsa Milano vira in rosso sul finale, euro rischia quota $1,18

7 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Vira in ribasso sul finale Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede lo 0,11% a 18.123,45 punti. Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni +1,56% a quota 144,07 punti base, a fronte di rendimenti decennali all’1,88%.

Tra i singoli titoli, si distinguono in negativo gli energetici e le banche. Saipem -2,41%, Tenaris -2%. Pop Emilia e Ubi Banca guidano i ribassi dei finanziari (-2,10% e -2,08%). Yoox maglia nera con -5,19%.

In controtendenza Buzzi Unicem (+3,08%), Ferragamo (+2,58%), Atlantia (+2,19%),
Stm (+2,06%), Luxottica (+2,05%).

I numeri che confermano il forte rischio di deflazione in Eurozona portano gli investitori a scommettere su un imminente QE da parte della Bce. L’euro accelera così al ribasso, -0,60% a $1,1818, rischia di bucare anche la soglia a $1,18. Dollaro/yen +0,99% a JPY 119,56; euro/yen +0,38% a JPY 141,29.

L’azionario globale ha sofferto forti perdite nei primi giorni del 2015, tanto che per Wall Street è stato il peggior inizio anno dal 2008.

I mercati continuano a essere scossi dal collasso dei prezzi del petrolio, con i futures sul greggio americano scesi fino a $47 al barile circa e il contratto Brent capitolato sotto la soglia psicologica dei $50 per la prima volta dal 2009. Nel pomeriggio, il contratto WTI segna un recupero, salendo sul Nymex di New York +0,81% a $48,32 al barile. Brent sulla parità, -0,08% a $51,06. Oro sotto pressione, -0,57% a $1.212,40 l’oncia.

Gli investitori interpretano il tracollo dei prezzi del greggio come un segnale di debolezza della domanda globale, in un contesto di eccesso di offerta. Si temono di conseguenza ripercussioni sulla crescita del Pil Usa e sui profitti societari.

In Europa, è sempre la Grecia a condizionare il sentiment. E ora il Bild riporta che il governo tedesco si sta preparando a uno scenario di corsa agli sportelli nel paese. Il rendimento decennale greco supera il 10% per la prima volta dal settembre del 2013.

Avversione al rischio, i timori sulla deflazione in Eurozona portano gli investitori a rifugiarsi sugli asset considerati più sicuri, a favore del Bund, i cui tassi scendono ai minimi storici.

Segnali inquietanti sull’economia italiana, con il tasso di disoccupazione balzato al nuovo record del 13,4%.

Riguardo ai mercati asiatici, Nikkei piatto, Hong Kong +0,83%, Sidney -0,21%, Shanghai +0,69%, Seul +0,07%. In particolare, il dollaro australiano oscilla vicino ai minimi in diversi anni, a $0,8070 nei confronti del dollaro Usa.

(Lna-DaC)