Wall Street chiude in rosso, pesa nuovo tonfo petrolio

12 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Gli indici a Wall Street chiudono in calo, sentendo così il peso del nuovo tonfo del petrolio. Il Dow Jones perde lo 0,53% a 17.643 punti, lo Standard & Poor’s 500 fa – 0,82% a 2.028 punti e il Nasdaq lascia sul terreno 0,83% a 4.665 punti.

A pesare sulle quotazioni azionarie è ancora una volta il calo del prezzo del petrolio, che durante la giornata odierna ha ceduto oltre il 4,7% sulla piazza statunitense. Il mercato aspetta anche l’avvio delle trimestrali delle aziende, con il bilancio di Alcoa in arrivo questa sera, che potrebbero avere sofferto per il declino delle imprese dell’energia.

Questo settore perde circa il 3 per cento. FactSet prevede un aumento degli utili aziendali dell’1,1%, il piu’ debole dal terzo trimestre del 2012.

L’indice di riferimento in Europa, lo Stoxx Europe 600, fa un balzo dell’1% favorito dalle indiscrezioni sul Quantitative Easing. Secondo una fonte vicina alla Bce citata dall’emittente Usa CNBC il piano si baserà sui contributi forniti a Francoforte dalle banche centrali dei singoli paesi.

Sul valutario l’euro scivola dello 0,3% a $1,1803. Il biglietto verde è salito ai massimi da maggio 2009 sul dollaro canadese. La corona del paese scandinavo, nel frattempo, cede quota nei confronti di tutte e 16 le principali divise concorrenti.

Tra le materie prime, petrolio sotto i 47 dollari al barile, a valori minimi da meta’ marzo 2009. Alla borsa di New York il light sweet crude ha chiuso a 46,07 dollari: 2,65 dollari in meno rispetto all’andamento precedente. Medesimo movimento per il Brent: il future febbraio scende del 2,85% a 48,68 dollari al barile. Per il Brent si tratta dei minimi dall’inizio di aprile 2009.

Il rame scambia ai minimi dal 2009, avvicinandosi ai $6.000 per tonnellata a Londra.

I titoli di stato americani si attestano in rialzo, con i rendimenti che si attestano in calo. Pesa il continuo calo del petrolio, scivolato sotto i 47 dollari al barile, che rende piu’ attraenti investimenti considerati piu’ sicuri. I rendimenti decennali, benchmark del settore, scendono all’1,948%, ai minimi da maggio 2013.