Petrolio, principe saudita: “Non vedremo mai più prezzi a $100”

12 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Sono sicuro che non vedremo più prezzi a 100 dollari al barile. Il greggio sopra i 100 dollari è artificiale. Non è corretto”, secondo il principe saudita Alwaleed bin Talal.

L’impatto che ha provocato sull’economia globale la perdita di valore del 50% del greggio, ha ricordato il reale saudita, “è stato immenso”.

Il membro della famiglia reale ha sottolineato che pur essendo in disaccordo con il governo su gran parte degli aspetti affrontati, ha accettato di buon grado la decisione di non ridurre la produzione nonostante il sovraccarico dell’offerta presa dalla sua nazione, rappresentante permanente dell’Opec – l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio.

Come si legge su USA Today, bin Talal ha aggiunto che “se l’offerta rimane dove si trova e la domanda resta debole, il prezzo andrà ancora più giù”.

Oggi dopo che Goldman Sachs ha ridotto le sue previsioni sull’andamento dei prezzi, i futures sul petrolio hanno ceduto ancora terreno scendendo in area 48 dollari al barile, ai nuovi minimi di 5 anni e mezzo.

Sulla teoria secondo cui gli Stati Uniti e i sauditi si sarebbero messi d’accordo per mantenere i prezzi bassi per mettere sotto pressione la Russia, il principe ha esclamato che si tratta di “cavolate senza senso”.

Arabia Saudita e Russia sono nella stessa barca. “Entrambi gli stati, ha ricordato il reale saudita, sono stati simultaneamente colpiti” dal trend.

Il contratto sul Brent londinese cede il 3% a $48,55 al barile, con i trader che sono impegnati a digerire la riduzione delle stime degli analisti di Goldman Sachs. Sono i livelli più bassi da maggio 2009.
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La banca ha previsto che i prezzi dell’oro nero Usa dovrebbero scambiare in area 40 dollari nella prima metà dell’anno e che ciò limiterà gli investimenti nel gas di scisto.

Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime sul valore del petrolio, preventivando un aumento delle scorte nel primo semestre. Le stime sono state abbassate a 50,40 dollari da 83,75. L’outlook per il 2016 è stato abbassato a $70 da $90. Le multinazionali petrolifere e il governo russo sono ormai rassegnati: l’Opec non ridurrà la produzione di barili prima di giugno.

L’offerta in eccesso e la capacità dei container dice che il mercato dovrebbe finire per resistere con un surplus delle scorte più a lungo di quanto non sia avvenuto in passato, dice in una email il team di analisti che comprende Jeffrey Currie da New York.

Fonte: Usa Today
(DaC)