Federal Reserve pagina 111
Per Ben Bernanke il ciclo di rialzi sarà “lento e graduale”, ma per alcuni analisti la stretta monetaria, la prima da quando è stato inventato l’iPhone, è troppo affrettata.
Secondo l’ex numero uno della banca centrale, c’è da essere ottimisti sulle prospettive di crescita Usa, ma attenzione ai “venti contrari in arrivo dall’economia globale”.
In vista della decisione della Fed, nessuna esposizione da parte dei trader. Al Comex il contratto del rame a marzo cede il 2,6%
Buy scatenati sulle banche, Mps fa quasi +5%. L’euro fa dietrofront e scende sotto $1,10. Petrolio sempre osservato speciale. Domani la decisione della Fed sui tassi.
Si prospetta una settimana ancora estremamente volatile, ma è presto per escludere un rally di Natale in Borsa.
Oltre alla Fed i grandi temi sono la Cina in fase di transizione, le elezioni presidenziali Usa, la ripresa europea e gli investimenti sostenibili.
“È probabile che la volatilità si mantenga elevata nel corso delle prossime settimane” così Alberto Biolzi, Responsabile advisory di Cassa Lombarda
Non va assolutamente sottovalutata l’ampiezza della discesa dei tassi sui Treasuries. È evidente la classe di asset che va acquistata. Il problema è azzeccare la tipologia.
A essere colpiti negativamente dall’aumento dei tassi di interesse secondo Moody’s sono quelle nazioni che hanno un alto debito e incertezza politica
Si temono conseguenze su emergenti già in frenata della prima stretta monetaria dal 2006. Petrolio cala del 2% scendendo sotto $35 per la prima volta dal 2009.