Deutsche Bank: come fare trading pre e post Fed

15 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Come fare trading sul breve prima e dopo il previsto rialzo dei tassi della Federal Reserve, il primo in quasi dieci anni? Se lo chiedono tutti gli investitori, piccoli e istituzionali.  Gli analisti di Deutsche Bank, che hanno apertamente dichiarato che la Fed sta per commettere un “errore politico”, provano a dare una risposta. Dominic Konstam ha un consiglio pronto e valido per tutti.

Secondo lui ci vorrebbe un calo pesante dell’S&P 500 a Wall Street per impedire alla Fed di imporre una stretta monetaria, alzando il costo del denaro dal minimo dello 0-0,25% dove è fermo dal 2008. Non è da escludere che accada, ma vediamo cosa si può fare nel caso in cui invece questo difficile scenario non si materializzi e che il 16 dicembre verrà imposto il primo rialzo dei tassi dal 2006.

“Il vero obiettivo non è gestire al meglio l’inflazione, altrimenti non farebbero nulla. E nemmeno aiutare il mercato del lavoro e gestire il tasso di disoccupazione, visto che non è previsto nel loro mandato. L’obiettivo vero è ridurre le attività creditizie”, dice lo strategist. Non sarà facile vista la carenza di liquidità. Come conseguenza del ‘credito facile’, aziende e altri enti si stanno indebitando approfittando degli interessi favorevoli, minacciando di deragliare la crescita sostenibile a lungo termine. La banca centrale vuole impedirlo.

L’agitazione regna sovrana sulle piazze finanziarie, in particolare su materie prime e azionario. Facendo affidamento su modelli economici tradizionali, ormai da inizio anno Janet Yellen, un economista ortodosso in tempi eterodossi, ha promesso che la banca centrale avrebbe preso in considerazione un rialzo dei tassi guida.

“Grazie in parte a un ciclo del credito prolungato e alla liquidità scarsa, le autorità di politica monetaria non dovrebbero aumentare i tassi di molto. Dopo tutto non ce n’è ancora bisogno”. Deutsche Bank stima che il costo del denaro potrebbe essere portato all’1%, ma altri analisti prevedono che a fine 2017 i tassi vengano portati addirittura al 2% dopo rialzi di 75 e 100 punti base ogni anno.

Anche con un costo del denaro all’1% “la curva dei rendimenti dovrebbe appiattirsi. Non va assolutamente sottovalutata l’ampiezza della discesa dei tassi sui Treasuries in questo scenario. Dipenderà dalla convinzione con cui la Fed insisterà nel ciclo di rialzi e dalla sensibilità della creazione del credito e dalla crisi dei mercati emergenti e in particolare della Cina. Ma alla fine i rendimenti sul 5 anni potrebbero scivolare sui minimi e i tassi sui bond a 2 anni (che scambiano allo 0,92% al momento) potrebbero appiattirsi”.

Il consiglio di investimento della banca tedesca, presupponendo che il mercato non farà crac perdendo più di 100 punti prima della decisione della Fed, spingendo Yellen a fare dietrofront e rimandare l’innalzamento del costo del denaro, è quello di comprare bond. Tanti bond.

“Le possibilità sono due. O la Fed raggiunge il suo obiettivo velocemente e in quel caso il consiglio è di comprare bond, oppure la banca centrale avrà bisogno di essere ancora più aggressive nelle sue misure di irrigidimento monentario. In quel caso il consiglio è di comprare anche bond a più lunga durata”. La questione cruciale, insomma, non è se la curva si appiattirà o se subirà invece un irripidimento, piuttosto quale scadenza acquistare a piene mani.