Cina pagina 190
Petrolio in apnea, cede -5% circa. WTI rischia quota $30. Eni e Saipem -5% circa.
Visto atterraggio brusco per la seconda economia al mondo. Rallentamento sta giĂ avendo un impatto sull’economia mondiale. Paura di una svalutazione disordinata dello yuan.
Gli ultimi dati macro non lasciano presagire un’imminente caduta. Il maggiore rischio per il resto del mondo è la debolezza della sua valuta.
Ecco la newsletter settimanale, “La Versione di Iggo”, di Chris Iggo, CIO Fixed Income di Axa Investment Managers.
Gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai mercati emergenti e in particolare alla Cina, vero elefante nella stanza delle sale operative. Occhi su dati macro e conti di Google.
L’obiettivo è distruggere la banca centrale come fece George Soros nel 1992 contro la lira e la sterlina. Cala fiducia nell’abilitĂ della PBOC di gestire la crisi.
NEW YORK (WSI) – Una frode online da 50 miliardi di yuan, 7,6 miliardi di dollari, è costata la libertà a 21 persone in Cina. Gli incriminati sono stati arrestati per quello che se verrebbe confermato diventerebbe immediatamente lo schema Ponzi più grande della storia del paese.La maxi truffa riguarda il sito Internet Ezubao, una
Principali hedge fund americani puntano contro la valuta cinese scommettendo su un deprezzamento dello yuan, ritenendo che possa calare del 40%.
La differenza tra i numeri ufficiali del governo cinese e quelli delle società di ricerca è talmente significativa che il Pil ne esce dimezzato.
Per un sistema di capitali chiuso come quello della Cina, la vendita di riserve valutarie è una conseguenza (e funzione) diretta dei flussi di capitale in uscita. Secondo Goldman Sachs, gennaio è ben impostato per diventare il secondo mese di sempre con più interventi sullo yuan da parte di banca centrale e banche (e quindi