Cina, secondo Rbs per l’economia si mette male

2 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Le opinioni sul futuro dell’economia cinese non potrebbero essere più contrastanti. Secondo l’economista dei mercati emergenti di Schroders i dati macro non sono così negativi, per lo meno non quelli ufficiali, e il vero rischio per il resto del mondo è una svalutazione dello yuan.

La pensa in modo diametralmente opposto il team di analisti della banca RBS, che prevede invece un “atterraggio brusco” per la seconda economia al mondo. Gli investitori, secondo l’ultima ricerca dell’istituto scozzese, dovrebbero essere ancora più preoccupati di quanto non lo siano ora.

Il senior Economist Marcus Wright teme che l’economia abbia subito un rallentamento più forte di quanto non dicano i numeri ufficiali riportati dal governo, e che il paese faccia fatica a dipendenza dal debito, che ha alimentato la crescita negli ultimi anni e ora potrebbe trasformarsi in un pericoloso boomerang.

Per via del boom creditizio, Pechino sta incontrando non poche difficoltà a trovare la quadra e un equilibrio della sua attività economica. È proprio la temuta incapacità delle autorità cinesi ad affrontare la crisi attuale che ha alimentato le turbolenze di mercato viste dallo scorso agosto, incrementando i dubbi sulla direzione che lo yuan prenderà.

Sta crescendo la paura di una svalutazione disordinata della divisa cinese e Wright prevede che l’ipotesi di un ‘atterraggio brusco’ della seconda economia al mondo sia un serio rischio ora per la Cina, con conseguenze che si sentirebbe in tutto il mondo.

“Il rallentamento della Cina sta già avendo un impatto sull’economia globale, come si vede in ambito di inflazione, attività commerciali, attese sui tassi di interesse, canali di crescita vari e asset finanziari. Su tutti questi fronti il salasso non è finito”.