Borsa Milano -3%, Mps crolla con -8,5%. Tassi negativi, nuove sorprese?

2 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in pesante calo anche questa seduta, con il Ftse Mib che ha subito un’accelerazione al ribasso sul finale, cedendo più del -3% in area 17.950 punti circa.

A Piazza Affari già da ieri l’entusiasmo per le operazioni di fusione tra le banche che si era smorzato progressivamente, complice anche il report di Moody’s, che ha chiaramente detto che l’accordo sulla bad bank tra l’Italia e l’Ue implicherà perdite da iscrivere a bilancio per alcune banche. E’ pioggia di vendite sui titoli bancari, con MPS che cede quasi -8,5%. Sospesa per eccesso di ribasso Bper, che poi capitola fino a oltre -6%.

Sul fronte economico, sono stati comunicati i dati sulla disoccupazione sia in Italia, che nell’Eurozona. Se il tasso di disoccupazione in Italia è tornato a crescere a dicembre, attestandosi all’11,4%, quello dell’Eurozona di gennaio è sceso al minimo dal 2011, al 10,4%. Gli investitori sono tuttavia ben consapevoli del fatto che il mix di tassi negativi e acquisti di asset con il piano di Quantitative easing della BCE non è riuscito ancora a sostenere la crescita dell’inflazione in Eurozona.

Petrolio  sotto pressione, con il contratto WTI che riporta perdite fino a -5% circa, rischiando di bucare la soglia di $30. Cali dell’ordine del 5% anche per il Brent, che si attesta sotto $33 al barile. Il dietrofront dei prezzi del petrolio, che la scorsa settimana avevano segnato un balzo +10% circa, è dovuto allo smorzarsi delle speculazioni su un accordo tra l’Opec e i paesi produttori non Opec, teso a tagliare l’offerta.

Effetto petrolio sui titoli delle società energetiche e petrolifere, con Eni che soffre una perdita -4,5% e Saipem che cede oltre -5%.

Sul valutario, euro/dollaro riagguanta la soglia di $1,09, mentre il rapporto dollaro/yen è sotto pressione in area JPY 120,35.

Prevalenza di segni meno anche sull’azionario asiatico, con l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo in calo -0,64%, nonostante le ultime dichiarazioni provenienti dalle autorità governative, secondo cui la Bank of Japan non avrebbe ancora esaurito le proprie munizioni, dopo l’annuncio a sorpresa, la scorsa settimana, dei tassi di interesse negativi. Così Hisroshige Seko, vice segretario di gabinetto:

“Ci sono altre banche centrali che hanno introdotto tassi di interesse ancora più negativi”.

Shanghai eccezione positiva in Asia. Sotto pressione anche Sidney, che ha esteso le perdite dopo la decisione della banca centrale Reserve Bank of Australia di lasciare invariati i tassi di interesse al minimo record del 2%. A tal proposito Angus Nicholson, analista di mercato presso IG, ha fatto notare che l’azionario è stato colpito dai sell off nonostante le prospettive di ulteriori tagli dei tassi. E fa notare:

“Se avessimo altri due tagli dalla RBA e l’inflazione rimanesse all’1,7%, l’Australia avrebbe tassi di interesse negativi”.

 

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Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 20169:02

 Effetto  petrolio sui conti del colosso petrolifero BP. Tonfo utili, che nel quarto trimestre sono crollati di ben -91%, dopo che i prezzi medi del petrolio crude sono scesi ai valori minimi in più di un decennio. Stando a quanto riporta Bloomberg, tenuto conto degli aggiustamenti per le voci di bilancio straordinarie e dei cambiamenti delle scorte, i profitti si sono attestati a $196 milioni, ben al di sotto della meta di $814,7 milioni attesa da dieci analisti intervistati da Bloomberg, e contro i $2,24 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il collasso dei prezzi del petrolio ha portato la capitalizzazione di mercato di BP a scivolare sotto la soglia di $100 miliardi per la prima volta dall’incidente nel Golfo del Messico del 2010.

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 20169:05

In calo lo spread Italia-Germania a 10 anni. Il differenziale scende oltre -2% e si attesta a quota 111,11 punti base. Tasso sui BTP decennali scende dell’1% circa all’1,45%, mentre i tassi sui Bund tedeschi salgono oltre +2% allo 0,34%

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 20169:12

 Prezzi petrolio sotto pressione, con le quotazioni del WTI scambiato a New York che cedono -1,36% a $31,19 al barile, e il Brent -1,23% a $33,82 al barile. Giù anche le quotazioni dell’oro, che arretrano -0,30% a $1125 l’oncia. 

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 20169:14

Avvio in calo per Borsa Milano, con il Ftse Mib che cede -0,48% a 18.397,24 nei primi minuti di contrattazioni. 

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201611:05

Peggiora Piazza Affari, con il Ftse Mib che accelera velocemente al ribasso e cede oltre -2%. Ancora una volta soffrono i titoli bancari: Intesa SanPaolo -2,26%, Ubi Banca -2,65%, Unicredit -1,36%, crolla Mps con un tonfo superiore a -7%, entra in asta di volatilità Bper con un ribasso superiore a -4%. BPM -2,24%, BP -2,16%.Tra i titoli di altri settori Saipem -4,63%, con i diritti sull’aumento di capitale che segnano un tonfo superiore a -14%, entrando in asta di volatilità. Prysmian -2,68%, Tenaris -2,88%, Eni -3,27%, Exor -3,49%, FCA -2,81%.

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201611:10

Reso noto il dato sulla disoccupazione dell’area euro, che è scesa a dicembre al 10,4%, dal 10,5% di novembre, attestandosi al nuovo minimo in cinque anni, dal settembre del 2011. 

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201611:13

Mentre il tasso di disoccupazione dell’Italia è tornato a salire nel mese di dicembre, in Germania le cose sono andate decisamente meglio a gennaio. Il tasso di disoccupazione ha testato infatti un nuovo minimo record, scendendo al 6,2%, con il numero di disoccupati che è sceso di 20.000 a gennaio, contro la flessione attesa di un calo decisamente più contenuto, pari a -8.000. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201611:15

Arnaud Masset, analista di mercato presso Swissequote Bank, afferma che i market mover della sessione odierna sono di nuovo il calo dei prezzi del petrolio e i timori sui fondamentali della crescita economica globale. Focus sul trend del listino benchmark di Londra, il Ftse 100, zavorrato soprattutto dalle società petrolifere, bancarie e dai colossi dell’estrazione. The FTSE 100 top fallers today

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201611:20

Forti permangono le differenze tra i tassi di disoccupazione dei paesi dell’Unione europea. Sebbene il tasso di disoccupazione (dell’Eurozona) sia sceso al nuovo minimo dal 2011, al 10,4%, nel mese di dicembre, rimane nella più ampia Unione europea un esercito di 21,944 milioni di uomini e donne senza una occupazione, di cui 16,750 milioni nell’area euro. I tassi di disoccupazione più bassi sono stati riportati nella Repubblica Ceca e in Germania (in entrambi i casi al 4,5%), a Malta e nel Regno Unito (entrambi al 5,1%, con i dati relativi al Regno Unito che si riferiscono a ottobre). I più alti tassi di disoccupazione sono stati registrati in Grecia (al 24,5% nell’ottobre del 2015) e in Spagna, al 20,8%.

Eurozone jobless rate
Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201614:50

Il Ftse Mib recupera lievemente dai minimi testati in giornata, quando aveva ceduto oltre -2%, e segna un calo -1,72% a 18.168,20. Saipem in caduta libera, arretra di oltre -5%, mentre i diritti sull’aumento di capitale, prima sospesi al ribasso, rientrano nelle contrattazioni e cedono oltre -15%. Tenaris -3,84%, Poste Italiane -2,64%, Mediaset in lieve rialzo con +0,13%, Unipol -3,37%. Bancari ancora nel mirino, con Unicredit che contiene comunque le perdite -0,51%, mentre Ubi Banca cede quasi -3%. Sell off su Mps che perde -6,5% circa, Bper oltre -5%, BPM -3,22%, BP -0,61%. Tonfo anche di Eni, che perde quasi -4%, mentre FCA si conferma tra le poche eccezioni positive, mettendo a segno un rialzo +0,47%. 

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201614:54

Si intensificano le vendite sul petrolio, con i contratti sul WI Crude scambiati a New York che cedono -2,40%, a quota $30,86 al barile, e il Brent che scivola -3,65% a $32,99.

Daniele Chicca 2 Febbraio 201614:54

Morgan Stanley ha calcolato quale sarebbe l’impatto su economia e mercati se non ci fossero le aziende petrolifere. Il risultato è agghiacciante per il settore.
equities with commods
E il problema per gli investitori è che l’andamento del petrolio è ormai legato a doppio filo all’andamento degli altri mercati. Il timore è che se va male questa industria, anche produzione industriale, utili aziendali, salute dei bilanci pubblici e privati, nonché inflazione, rischiano di essere trascinati negli inferi.
Oil correlation

Laura Naka Antonelli 2 Febbraio 201615:02

Petrolio accelera al ribasso, sulla scia dei continui timori su un rallentamento dell’economia e sull’eccesso di offerta sui mercati. E il rublo si accoda al trend del greggio, cedendo fino a -2,5%. Focus sulla dichiarazione di Tim Condon, responsabile della divisione di ricerca di ING, che parla di circolo vizioso per il settore petrolifero, mettendo in evidenza come la decisione delle società petrolifere di tagliare le spese lo scorso anno, a seguito del crollo dei prezzi del petrolio, significa di fatto che tali società hanno ridotto la quantità di ordinativi dal comparto manifatturiero. Tale decisione si è tradotta in un rallentamento del comparto manifatturiero, con la conseguenza che le aziende manifatturiere, indebolendosi, hanno avuto bisogno di minori quantità di energia, provocando così il calo della domanda di petrolio, il rialzo delle scorte, e il ribasso dei prezzi. Per Condon, “il settore manifatturiero è il principale fattore che sta incidendo sull’indebolimento della crescita globale”. Di fatto: “Crediamo che il crash del 50% dei prezzi globali del petrolio della seconda metà del 2014 abbiano causato la crisi delle aziende manifatturiere, riducendo la spesa dei produttori di materie prime. Tuttavia, crediamo anche che il contesto più debole per il settore manifatturiero, specialmente in Cina, abbia iniziato a zavorrare i prezzi del petrolio”.

Daniele Chicca 2 Febbraio 201617:50

Un’altra seduta da dimenticare per le piazze finanziarie europee e in particolare quella italiana. Il listino Ftse MIB ha perso il 3,05% a quota 18.922 punti. In confronto il benchmark europeo Eurostoxx 50 ha ceduto il 2,43%. Il listino inglese FTSE 100 ha fatto -2,38%, il Dax tedesco -1,96%, mentre il Cac francese ha ceduto il 2,57%. Ha pesato l’ennesimo calo del petrolio, che è sceso nuovamente sotto i 30 dollari al barile.