Per Abi banche italiane impeccabili: “lontane da scandali. E senza aiuti Stato”

5 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Le banche italiane fanno il loro dovere, senza aiuti di Stato, e sostengono la ripresa, mentre la vigilanza unica sugli istituti dell’Eurozona da parte della Bce ha paradossalmente finito per indebolire ancora di più il settore. Così il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli, che interviene al convegno “Obbligati a crescere”, organizzato da “Il Messaggero”. Mentre l’ex premier Romano Prodi, intervenendo sempre al convegno, è sicuro:

Dobbiamo salvaguardare le banche, punto e basta. Il nostro sistema è così, sono politiche indispensabili per il nostro sistema”.

Così Patuelli:

“Le banche in Italia sostengono il massimo sforzo contro gli effetti della lunga crisi e per la ripresa. Senza aiuti di Stato, con il costo straordinario anche dei salvataggi di banche in crisi, lontani dagli scandali internazionali”. Ancora, “le banche in Italia sospingono la ripresa con requisiti di capitale mai così alti” in un contesto caratterizzato dai “tempi ancora troppo lunghi della Giustizia civile, con i tassi più bassi, incorporando gran parte dei costi dello spread fra i titoli pubblici italiani e quelli degli Stati con minore debito pubblico”. Ancora, “le banche contraggono nuovi prestiti dove ve ne è domanda, come per mutui, subiscono le contraddizioni dell’ Unione europea e dell’Unione bancaria tuttora priva delle indispensabili identiche norme di diritto bancario, finanziario, fiscale, fallimentare e penale dell’economia”.

Riguardo all’attacco più o meno velato verso la Bce di Mario Draghi:

“La Vigilanza unica non ha finora rappresentato una svolta per la ripresa, ma ha appesantito le misure che da prudenziali si sono spesso trasformate paradossalmente in fattori di ulteriore indebolimento delle banche”.

Un appello viene lanciato da Patuelli per la tutela del risparmio:

“Debbono essere favoriti gli stabili investimenti azionari che rifuggano da un’ottica speculativa con la quale non cresce un solido capitalismo produttivo. Le tecnologie sono enormemente cresciute, ma le vecchie norme permettono spesso il prevalere dell'”algotrading” in una frazione di secondo, a scapito degli investimenti non speculativi. Occorre una maggior tutela del risparmio e dell’azionariato stabile e non speculativo”.

Riguardo alle dichiarazioni di Patuelli sulle banche italiane che operano senza aiuti di Stato, viene da pensare a cosa significhino gli aiuti di Stato, soprattutto in merito al caso Mps, dove nella cabina di regia il governo Renzi occupa indubbiamente un posto di primo piano.

E non si può fare a meno di pensare anche a tutti quegli aiuti arrivati dalla stessa Bce che viene criticata, attraverso le varie operazioni di erogazione di prestiti alle banche a tassi agevolati e l’acquisto dei titoli di stato che, indubbiamente, ha allentato il peso enorme dei BTP presenti nella pancia degli istituti.