Morgan Stanley: tassi negativi “esperimento pericoloso”

17 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Dopo che il banchiere centrale Mario Draghi ha promesso nuovi interventi di stimolo monetario alla prossima riunione della Bce di marzo, sono cresciute le attese di un abbassamento ulteriore dal -0,3% attuale dei tassi sui depositi, ovvero gli interessi che le banche ricevono parcheggiando i propri soldi presso l’istituto di Francoforte.

Essendo i tassi negativi, significa che gli istituti pagano un premio per poter tenere il proprio denaro nei forzieri della Bce. L’idea di fondo è quella di favorire i prestiti a famiglie e imprese. Meno è conveniente parcheggiare i propri soldi presso l’istituto centrale, infatti, e più le banche dovrebbero essere spinte a usare i loro soldi per attività creditizie, anziché tenerlo al sicuro.

Lo stesso Draghi ha spiegato che dei tre tassi (ci sono anche quello principale di riferimento e quello marginale anche detto “overnight”) quello sui depositi influisce maggiormente sull’economica nel breve termine. Il tentativo di una simile drastica e insolita misura è quello di rilanciare la ripresa e allontanare lo spauracchio della deflazione, assorbendo l’impatto del continuo calo dei prezzi del petrolio.

Bce rischia di scatenare crisi sistemica nel settore bancario

Una riduzione dei tassi viene comunemente vista come una maniera di indebolire la valuta e stimolare la crescita, ma gli analisti di Morgan Stanley hanno avvertito che in questo caso la Bce rischia di ottenere l’effetto opposto. Questo avverrebbe sopratutto perché, come ricorda la banca in una nota, gli investitori hanno già adeguato le loro scelte di portafoglio alla politica monetaria straordinaria di Draghi.

“Un ulteriore abbassamento dei tassi in territorio negativo avrebbe un impatto minimo sull’euro, secondo noi, dal momento le modifiche alle strategie di portafoglio sono già state completate. Siamo invece preoccupati che una simile mossa possa erodere la redditività delle banche, creando altri rischi sistemici”, si legge in una nota.

“L’esito più positivo per i mercati finanziari potrebbe essere un nulla di fatto?”, si chiedono retoricamente gli analisti della banca, augurandosi dunque un mantenimento dello status quo da parte di Draghi e soci.

I tassi negativi vengono definiti “un esperimento pericoloso” dagli analisti, perché finirebbe per mangiare il 5-10% dei profitti delle banche e ridurre le attività creditizie all’interno dei confini dell’Eurozona.

Per le banche europee è già stato un inizio di anno da dimenticare, con il settore che ha perso il 21% in Borsa per via delle preoccupazioni sul contesto di tassi bassi, sulle sofferenze bancarie in pancia agli istituti italiani, sull’esposizione ai derivati di Deutsche Bank e su un rallentamento della crescita globale. Al momento il comparto guadagna circa due punti e mezzo percentuali sui mercati europei.

“L’impulso creditizio è diventato negativo, i nuovi prestiti sono sempre di meno e le pressioni sistemiche nell’industria finanziaria sono aumentate”.

Howard Archer, chief economist di IHS Global Insight, prevede un taglio del tasso sui depositi di altri 10 punti base al -0,4% e possibilmente un potenziamento del Quantitative Easing di altri 30 miliardi di euro al mese, che porterebbe l’ammontare di bond governativi e altri titoli acquistati direttamente a 90 miliardi.