Goldman Sachs: il trading dell’era Trump, tra speranza e paura

2 Dicembre 2016, di Laura Naka Antonelli

C’è qualcuno che parla già della fine del rally Trump, facendo riferimento alla fine del boom di acquisti che ha interessato l’azionario nei giorni immediatamente successivi alla notizia della vittoria del tycoon alle elezioni Usa. Con la fine dell’anno 2016, vengono sfornate diverse previsioni su come performeranno i mercati nel 2017. E se l’Europa rimane ostaggio del timore del populismo – l’appuntamento più imminente è quello di dopodomani, domenica 4 dicembre, con il referendum costituzionale in Italia, per passare poi alle elezioni in Francia e a quelle in Germania – a Wall Street si cerca di capire quali saranno i veri effetti dell’esito delle elezioni Usa.

Secondo Goldman Sachs, l’indice S&P 500 salirà del 9% per attestarsi a quota 2.400 nel primo trimestre del 2017, sulla scia della continua “speranza” degli investitori, che avrà la meglio sul fattore “paura”. Un’ironia, fa notare David Kostin, responsabile strategist presso Goldman Sachs, dal momento che la retorica di Trump, durante la sua campagna elettorale, ha alimentato più timori che ottimismo.

“Riteniamo che nel 2017 il mercato azionario sarà animato da outlook su come le politiche economiche e le azioni del presidente Trump e del Congresso Repubblicano instilleranno speranza o paura”. Lo strategist rivede intanto al rialzo le stime sugli utili per azione del 2017 a una crescita +11% a $130, rispetto all’incremento +5% a $123 previsto alla fine di ottobre, a due settimane appena dall’Election Day.

A suo avviso l’inflazione Usa centrerà il target della Federal Reserve, pari al 2%, i costi del lavoro accelereranno e i tassi saranno più alti di 100 punti base. E a quel punto, nella lotta tra speranza e paura, sarà quest’ultima ad avere la meglio.

Secondo Kostin la paura tornerà a dominare i mercati nel secondo semestre del 2017, e lo S&P 500 tornerà a quota 2.300 entro la fine del 2017, complici l’impatto negativo che l’aumento dell’inflazione e del rialzo dei tassi sui bond avranno sul rapporto price to earnings.

Kostin afferma:

“I falchi del Congresso potrebbero ridurre la portata del piano di riforma fiscale di Trump e le aspettative degli investitori su una crescita degli utili per azione potrebbero non materializzarsi. I potenziali dazi e l’incertezza su altre questioni potrebbero alzare il premio sul rischio sui mercati azionari e tradursi in valutazioni più basse dei corsi azionari nel secondo semestre”.

Ecco i trading che saranno basati sulla speranza e sulla paura.

Fare trading sulla speranza puntando su: titoli ciclici più sensibili all’economia, come quelli delle società di beni discrezionali; azioni di società che vendono molto in Usa preferite a quelle esposte verso l’estero. Fare trading sulla paura con aziende caratterizzate da bassi costi del lavoro e con solidi bilanci.