Borse in ordine sparso, tensioni in Iraq spingono petrolio

16 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

Fase di assestamento dopo i record delle Borse mondiali di settimana scorsa. Dax, Ftse, Nikkei e indici di Wall Street hanno raggiunto i livelli più alti dal 1996. Investitori ottimisti sull’economia vanno a caccia di rendimenti ignorando timori geopolitici. Borse sempre attente alle novità che giungono dal fronte societario – siamo in piena stagione delle trimestrali – e dai nuovi sviluppi in materia di politica monetaria, tra  l’avvicinarsi della riunione più importante dell’anno della Bce e le ultime dichiarazioni ‘aggressive’ di Yellen secondo cui il rafforzamento dell’economia statunitense visto di recente garantisce ”aumenti graduali dei tassi di interesse“. Nonostante l’inflazione tardi a rinfocolarsi e malgrado la delusione per l’ultimo rapporto occupazionale Usa di settembre, una stretta monetaria della Fed a dicembre è da dare ormai per scontata. Tra le materie prime, l’oro consolida i rialzi sopra 1.300 dollari l’oncia mentre il petrolio riceve una spinta dall’intensificarsi delle tensioni in Iraq e sull’accordo nucleare iraniano, con Donald Trump che ha imposto nuove sanzioni e minacciato di uscire dall’accordo di non belligeranza e distensione firmato dal suo precedessore Barack Obama.

C’è sempre grande incertezza sulla piega che prenderanno i negoziati sulla Brexit. La premier britannica Theresa May si recherà a Bruxelles dove i leader Ue tengono un summit sulla delicata questione in settimana. I colloqui sono giunti a un binario morto e prima di avviare eventuali trattative le autorità europee vogliono che il Regno Unito paghi il conto del divorzio dall’Ue. Intanto in Catalogna potrebbe esserci presto lo scontro decisivo tra il governo centrale e quello regionale. Il presidente vuole prendere due mesi di tempo per negoziare ma non ho detto che il premier Mariano Rajoy sia disposto a fare concessioni dopo il referendum incostituzionale indetto il primo del mese. In Italia si aspetta il verdetto di Fitch sulla qualità del credito sovrano della nazione zavorrata dal secondo debito pubblico più grande d’Europa dopo la Grecia. In aprile, per via delle crescenti incertezze sul futuro politico e sulle riforme della terza forza economica dell’Eurozona il giudizio è stato declassato di un gradino a tripla B.

Fitch si appresta a esprimere un giudizio sull'Italia dopo il declassamento di aprile

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Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:17

Il surriscaldarsi dei prezzi all’ingrosso in Cina hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato trentennali ai massimi da aprile di due anni fa. In settembre l’indice PPI è salito dal 6,3% di agosto al 6,9% su base annuale, stracciando le attese che erano per una variazione positiva del 6,4%. A spingere al rialzo i prezzi all’ingrosso sono stati i costi delle materie prime. L’indice dei prezzi al consumo in Cina ha registrato un risultato del +1,6% rispetto al 2016, in linea con le attese e in calo dall’1,8% di agosto.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:17

Il tutto mentre le politiche per promuovere un alleggerimento dei livelli di indebitamento non stanno funzionando come le autorità della Cina vorrebbero. Christopher Balding, professore associato dell’Università di Pechino a Shenzhen, ha fatto sapere che se si guarda alla crescita delle attività creditizie si scopre che “i tentativi di deleveraging non stanno funzionando” e che nel 2017 sinora i prestiti sono in realtà aumentati rispetto al 2016″. Le banche della Cina stanno iniettando nel sistema altri 250 miliardi di dollari in prestiti.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:22

Tra le Borse europee Madrid e Milano sono le peggiori per il momento. Il Dax guadagna l 0,14%, il Cac francese lo 0,22%. Positivo anche il listino Ftse 100 inglese, mentre l’Ibex cede lo 0,13% e il Ftse MIB lo 0,14%.

In Spagna, il governo di Madrid ha fatto sapere di non ritenere una riposta sufficiente valida la lettera della Catalogna sulla possibile indipendenza in cui il presidente Puigdemont chiede due mesi di tempo per negoziare.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:23

Tra le Borse europee Madrid e Milano sono le peggiori per il momento. Il Dax guadagna l 0,14%, il Cac francese lo 0,22%. Positivo anche il listino Ftse 100 inglese, mentre l’Ibex cede lo 0,13% e il Ftse MIB lo 0,14%.

In Spagna, il governo di Madrid ha fatto sapere di non ritenere una riposta sufficiente valida la lettera di 4 pagine della Catalogna sulla possibile indipendenza in cui il presidente Puigdemont chiede due mesi di tempo per negoziare.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:25

Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 167 punti, sullo stesso livello della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è pari al 2,088%.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201710:26

L’accelerazione dell’inflazione Usa, prospettata dal presidente della Federal Reserve Yellen, fa salire il dollaro sui mercati internazionali. L’euro cede così lo 0,2% a 1,179 rispetto al biglietto verde. In Asia, dove si guarda anche a possibili nuove provocazioni della Nord Corea, lo yen perde lo 0,1% a 111,98.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201713:29

La Borsa italiana si è portata sopra la linea di parità quest’oggi, nonostante le tensioni papabili in Catalogna, dove il governo spagnolo potrebbe presto ricorrere all’opzione nucleare. Il premier Mariano Rajoy potrebbe invocare l’articolo 155 della Costituzione, cosa mai avvenuta nella storia della Spagna, che prevede che le autorità centrali prendano il controllo di una regione “ribelle”.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201714:41

L’euro incarna i piani per una maggiore centralizzazione, un rafforzamento dell’unità e dell’unione bancaria in Europa. La vittoria di Pirro di Angela Merkel alle ultime elezioni, cui si affianca la possibilità molto alta di formazione di una coalizione di governo con i liberali tedeschi (FDP), che negli ultimi anni sotto la guida di Christian Lindner hanno assunto un orientamento più nazionalista, rende più difficile l’attuazione di tali progetti ambiziosi.

È questo scenario pertanto una delle ragioni principali citate dagli analisti che vengono associate ai cali dell’euro. Successivamente all’esito delle elezioni federali della Germania, la moneta unica ha iniziato una fase di indebolimento. A settembre hanno intrapreso la strada dei ribassi anche i titoli delle banche greche. Il 22 settembre, due giorni prima del voto, l’euro valeva 1,1951 dollari. Da quel momento è incominciato un trend negativo e il 5 ottobre l’euro quotava $1,1711. Oggi ne vale poco più di $1,18.

Se il partito FDP, favorevole alla Grexit, entra nel governo tedesco come sembra, infatti, spiega il commentatore di mercato ed economista tedesco Philip Bagus, “i piani per una maggiore centralizzazione, i salvataggi statali ed uno stato supremo europeo subiranno una grande battuta d’arresto“. Emmanuel Macron, presidente francese che vorrebbe rifondare l’Europa, secondo Le Monde avrebbe confidato ai suoi in luglio che se Merkel “si allea con il FDP, sono morto”.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201716:50

L’avvio è in lieve rialzo a Wall Street, dove si segnalano i cali pesanti di Nordstrom. Il colosso delle vendite al dettaglio Usa, citando problemi a ottenere finanziamenti del debito, ha sospeso momentaneamente i tentativi di vendita del gruppo. Il titolo di Nordstrom, che è in vendita da quest’estate, è in calo di più del 6% ai minimi di tre mesi a Wall Street. I vertici vogliono aspettare di vedere come va la stagione delle festività di fine anno. Le azioni cedono il 6,5% a 39,88 dollari tra volumi sostenuti.

La famiglia che controlla il 30% di Nordstrom spera di poter mettere a punto il business plan alla fine dell’anno, ma il contesto difficile per il settore delle vendite al dettaglio, minacciato dalla crescente popolarità dei servizi di e-commerce, rende difficile trovare finanziamenti. Nelle ultime settimane circolavano indiscrezioni sul fatto che alcuni gruppi del private equity avrebbero potuto offrire gli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi dell’azienda di Seattle, ma i problemi del settore dei consumi – evidenziati dal recente fallimento di Toys R Us – hanno aumentato lo scetticismo delle entità interessate.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201717:50

In una giornata particolarmente scarna di grosse notizie salvo per qualche novità societaria, l’azionario europeo è riuscito in media a portarsi in rialzo. La Borsa di Londra è stata aiutato dal balzo del settore minerario dopo i dati positivi pubblicati in Cina. Piazza Affari ha guadagnato lo 0,07% a 22.428,31 punti.

Daniele Chicca 16 Ottobre 201717:51

Il petrolio intanto continua a salire alimentato sempre dai timori legati all’offerta dopo che l’Iraq ha invaso una zona ricca di risorse petrolifere, l’area meridionale di Kirkuk, come rappresaglia contro i curdi per aver indetto e svolto un referendum per l’indipendenza.