Banche piene di Btp rammolliscono potere negoziale Italia

2 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Le banche italiane in crisi piene di crediti inesigibili e titoli di Stato nazionali indeboliscono fortemente il potere negoziale dell’Italia nel braccio di ferro con la Germania in corso al capezzale del vecchio baldacchino dell’Eurozona. L’Italia ha il mercato di bond statali maggiore dell’area. Questo fattore mette il nostro paese in rotta di collisione diretta con i falchi tedeschi.

Il premier Matteo Renzi dice di voler imporre il veto sui limiti ai titoli di Stato in pancia agli istituti di credito. Ma per Merkel l’unione bancaria non è possibile finché i rischi rappresentanti dall’interconnessione stretta tra debito pubblico e settore finanziario, all’origine dell’ultima crisi dell’euro, non vengono ridotti.

I titoli del governo italiano rappresentano il 10,4% degli asset in mano alle banche del paese, la percentuale più alta di tutte le principali economie europee. In Germania la quota raggiunge appena il 3,2%, secondo le cifre ufficiali della Bce. Tale differenza rammollisce la leva contrattuale della delegazione italiana nella sfida con la Germania.

I titoli di Stato in pancia alle banche italiane rispetto alla media europea

Italia e Germania ai ferri corti

Imporre un limite come chiede la Germania vorrebbe dire “alterare l’equilibrio del sistema bancario italiano”, secondo Francesco Boccia deputato del PD a capo della Commissione di Bilancio alla Camera. “Le banche fanno già fatica a prestare soldi alle piccole e medie imprese”. Se la Germania dovesse averla vinta, “sarebbe il colpo del ko“.

Per porre rimedio agli errori del passato e impedire lo scoppio di una nuova crisi del debito, l’Italia deve trovare un modo per ridurre l’ammontare di titoli sovrani nei portafogli delle banche, senza compromettere il già pericolante stato delle finanze di una buona parte del suo settore finanziario.

Le sofferenze lorde degli istituti di credito sono pari al 18% del Pil italiano secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale. Oltre ai troppi crediti inesigibili in mano, un grave pericolo per gli istituti europei e non solo italiani è rappresentato anche dalla frenata dell’economia cinese e dall’esposizione a questo e altri mercati emergenti in crisi.

Sofferenze lorde nei libri contabili delle banche italiane

Un dilemma per la Germania è costituito da un paradosso: se ottenesse quello che vuole e le banche italiane dovessero entrare in una grave crisi, anche tutta l’area euro ne risentirebbe, compreso il comparto bancario tedesco che non è certo privo di rischi. Gli investitori stanno diventando sempre più prudenti nei confronti dei titoli bancari e Deutsche Bank è uno degli istituti che è stato maggiormente preso di mira negli ultimi mesi.

Un sistema in cui le banche sono disposte a finanziare il governo è vitale per tutti i paesi, ma il discorso vale ancora di più per l’Italia, un paese afflitto da un debito pubblico pari a 2.170 miliardi di euro, il maggiore in Europa e secondo solo alla Grecia in termini di rapporto con il Pil (133%).

Fonte: Bloomberg