Banche, ecco perché i CoCo bond fanno paura

10 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Finite nel mirino degli investitori che, nelle scorse sedute, hanno venduto le azioni del comparto a piene mani, le banche europee fanno sempre piu’ paura.

A destare le maggiori preoccupazioni sono l’italiana Unicredit, la tedesca Deutsche Bank e la spagnola Santander con gli investitori terrorizzati all’idea questi istituti non riescano a rimborsare alcune obbligazioni. In particolare, l’allarme è scattato intorno ai cosiddetti “co.co.bond”, che rappresentano titoli molto rischiosi per chi li ha acquistati.

Si tratta in pratica di obbligazioni ibride convertibili che, in determinate condizioni, si trasformano in azioni, quindi in capitale della banca che li ha emessi, alleggerendone sostanzialmente l’esposizione debitoria. I Coco bond sono dunque dei debiti che diventano capitale all’occorrenza, quando, per esempio, il core tier 1 ratio, il maggiore indicatore della solidità patrimoniale delle banche, scivola sotto una soglia prefissata. In cambio di questo maggiore rischio che viene addossato all’investitore sono previsti dei rendimenti più elevati.

Così facendo, la banca ottiene un doppio risultato: si libera formalmente di un debito e incrementa il capitale, grazie alla conversione. Per l’investitore, però, ciò implica un rischio elevato, perché potrebbe ritrovarsi in possesso di azioni, il cui valore potrebbe essere molto inferiore a quello nominale delle obbligazioni acquistate all’atto dell’emissione o sul mercato secondario.

Deutsche Bank, dal canto suo, due giorni fa ha emesso un comunicato per smentire i dubbi sulla sua liquidità. La capacità di pagamento attuale, pari a circa un miliardo di euro, è più che sufficiente per rimborsare le cedole sui Coco-bond in scadenza ad aprile, pari a circa 350 milioni.