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Ancora del tutto insufficiente il numero delle aule computer. Da un rapporto sulla qualita’ degli edifici scolastici emerge che la sicurezza e’ ancora fuori controllo e la manutenzione sempre piu’ scarsa.
Nel corso della trasmissione “Cominciamo bene” su Rai 3 il deputato dell’Idv Antonio Borghesi ha litigato vivacemente con il prof. Paolo Becchi di Genova, filosofo, simpatizzante del Movimento 5 Stelle, fautore dell’uscita dell’Italia dall’Euro. Ecco il VIDEO (credit: Claudio Messora) in cui altri economisti, tra cui Alberto Bagnai (vedi articolo sotto) e Claudio Borghi, definiscono Borghesi “criminale dell’inflazione”. Che ne pensate?
Giorgio Squinzi, numero uno Confindustria, tenta di fare rientrare l’allarme lanciato dalla Bce. ma il sistema d’impresa è solido, i rischi d’insolvenza sono limitati. Tutti i numeri.
Ora e’ inutile un summit d’emergenza, puntiamo sull’economia reale. Il governo andra’ avanti fino al 2013. Il premier: “Gestirò il Paese fino a primavera. Poi farò il senatore a vita”.
Si preannunciano 20 anni di rigore e 45 miliardi di aumento tasse e tagli alle spese ogni anno. Ma la maggior parte dei deputati dimostra di non sapere nulla a riguardo. GUARDA IL SERVIZIO di ‘Ultima Parola’ su Rai 2.
Sviluppo e lavoro: L’Europa ha due velocita’. Il Nord ci distanzia. Ernst&Young promuove con riserva le mosse di Monti: “Spesa pubblica limitata. Resta l’incognita dei troppi giovani inattivi, a rischio stabilita’ sociale”.
Il ministro delle Finanze tedesco confida al Wall Street Journal di esser sicuro di poter vincere la riluttanza della Cancelliera Angela Merkel. Si tratterebbe di misure a breve termine a cui la Germania “e’ pronta”.
Madrid ha emesso i 6 miliardi di euro previsti ma ha dovuto sborsare il 2% in piu’ di interessi rispetto all’ultima asta. Domanda decente. Parigi colloca 8 miliardi e 430 milioni a tassi bassi. Sul secondario sale divario tra tasso a 5 anni spagnolo e francese’: 6,19% contro 1,43%.
Il Tesoro italiano ha collocato titoli di stato a 12 mesi – scadenza giugno 2013 – a un tasso in forte crescita, pari al 3,972%, rispetto ai 2,34% del collocamento precedente. Finanziare il debito e’ sempre piu’ caro.
Il fondo salva stati non potra’ garantire il denaro necessario nemmeno alla meta’ della liquidita’ di cui hanno bisogno gli istituti di Spagna e Italia. Con €48 miliardi di capitale residuo, tra qualche mese Roma potrebbe rivivere l’incubo di novembre 2011.