Petrolio pagina 86
Sul petrolio sono tornati alla carica i ribassisti con le quotazioni che sono scese ai minimi di sette mesi: il contratto Wti ha perso il 20% dai massimi più recenti, attestandosi a $43,50 al barile. È la prima volta da agosto che l’oro nero entra in una fase ribassista. Il Brent ha toccato i 46
Nonostante il taglio della produzione da parte dell’Opec, il mercato petrolifero sembra ancora lontano dall’equilibrio. Secondo Kpler SAS, gli stock petroliferi in magazzino a livello mondiale hanno oggi toccato i massimi dal 2017 raggiungendo 111.9 milioni di barili.
Le stime in un outlook di Bloomberg New Energy Finance.
La crescita della produzione di petrolio dalla Libia, che raggiungerà il milione di barili al giorno entro luglio, e in generale i timori sul fronte dell’offerta in eccesso mettono sotto pressione le quotazioni dell’oro nero. I prezzi sono di fronte alla striscia di settimane negative più lunga dall’agosto del 2015 (al momento il calo questa settimana
Se l’Opec non taglia ulteriormente la produzione giornaliera di petrolio, le quotazioni rischiano di scendere nel 2018 fino a toccare i 30 dollari al barile. L’allarme arriva da Fereidun Fesharaki, esperto del mercato petrolifero nonché fondatore e presidente della società di consulenza FGE.“Il problema è che nel mercato continua ad esserci un eccesso di offerta. Una situazione
La disputa diplomatica con i paesi vicini del Golfo e del Medioriente sta provocando problemi logistici e aumento dei costi commerciali.
I tentativi dell’Opec di arginare il calo dei prezzi del greggio che penalizza chiaramente i maggiori paesi esportatori della materia prima non sembrano funzionare. Nell’ultimo rapporto mensile sul mercato del petorlio, il cartello dei maggiori produttori di oro nero ha riportato l’aumento più intenso della produzione negli ultimi sei mesi, ossia da novembre 2016.La stessa
Il caos diplomatico che si è venuto a creare in Medioriente dopo l’isolamento geopolitico del Qatar, accusato di finanziare il terrorismo da sauditi e altri cinque paesi vicini, non ha favorito il prezzo del petrolio come ci si poteva aspettare. Anche la Germania si è espressa sulla vicenda esortano a fare sforzi per arrivare a un ritorno alla
Il petrolio crolla ai livelli pre Opec, un calo che sembra guidato soprattutto dall’aumento inaspettato delle scorte negli Stati Uniti la scorsa settimana, più che dal seguito degli ultimi attacchi dell’Isis in Iran. La produzione di greggio negli Stati Uniti è data in crescita nel 2018, a un record superiore ai dieci milioni di barili
Il prezzo del petrolio ha reagito negativamente alla notizia delle scorte crescenti negli Stati Uniti, allargatesi a 3,3 milioni di barili al giorno nella settimana al 26 maggio. L’aspettativa degli analisti era di segno opposto: si aspettavano una riduzione di 3,5 milioni di barili. Nel frattempo il Brent è sceso nell’ordine del 3,6% a 48,32