Petrolio in fase ribassista: prima volta da agosto. Preoccupa calo domanda

21 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Sul petrolio sono tornati alla carica i ribassisti con le quotazioni che sono scese ai minimi di sette mesi: il contratto Wti ha perso il 20% dai massimi più recenti, attestandosi a $43,50 al barile. È la prima volta da agosto che l’oro nero entra in una fase ribassista. Il Brent ha toccato i 46 dollari ieri, i minimi da inizio novembre, quando Donald Trump veniva eletto alla presidenza degli Stati Uniti.

Il piano di tagli alla produzione dell’Opec non sta dando i frutti sperati e il mercato continua a essere inondato di barili. Secondo la banca scandinava Dankse il problema, tuttavia, non riguarda solo l’incremento della produzione in paesi come Libia e Usa, ma anche il calo della domanda. Avranno probabilmente un impatto anche le novità giunte dal Medioriente, dove il sovrano dell’Arabia Saudita, il primo esportatore di petrolio al mondo, ha scelto come successore il suo figlio prediletto bin Salman, 31 anni. Si tratta di colui che sorprese tutti, persino la stessa compagnia petrolifera, quando annunciò l’Ipo di Saudi Aramco.