Petrolio pagina 124
Secondo ministro iracheno membri Opec e paesi non facenti parte del cartello cercheranno di trovare un modo per mettere un freno al calo dei prezzi.
I prezzi del petrolio reagiscono, con un rialzo del 2,77% (Wti) a 31,5 dollari, alle dichiarazioni del ministro del Petrolio dell’Iraq, Abdul Mahdi, il quale ha affermato che i produttori hanno la necessità di trovare un modo per ristabilire prezzi “normali e si fosse nella direzione giusta per un riavvicinamento tra paesi i Opec e
Un report di Deutsche Bank mostra che solo un prezzo teorico a 200 dollari al barile ristabilirebbe le finanze del Venezuela. Nel frattempo Maduro svaluta il cambio e rincara la benzina, ma è troppo poco, troppo tardi
MILANO (WSI) – Una raffica di downgrade da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s si è abbattuta su una lunga lista di Paesi produttori di petrolio che include: Arabia Saudita (A-); Qatar (AA); Oman (BBB-); Kazakistan (BBB-); Russia (BB+); Brasile (BB); Bahrein (BB).Si tratta in tutti i casi di paesi che, come ampiamente previsto, stanno lottando per
Teheran rifiuta appelli a tagliare la produzione, ma le quotazioni del petrolio segnano guadagni corposi
Venezuela e Opec provano a convincere gli iraniani. Ma dopo aver perso anni per colpa delle sanzioni, Teheran non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Secondo l’Iran la decisione presa da Arabia Saudita, Qatar, Venezuela e Russia di congelare la produzione di barili di petrolio è illogica. I membri dell’Opec proveranno ancora di convincere Teheran a partecipare l’accordo che è condizionale al contributo di tutti i paesi del cartello e non.A prescindere dalle mosse dell’Iran le clausole rendono in ogni
Un rapporto di Deloitte mostra che le imprese più colpite dai prezzi ribassati del petrolio sono proprio quelle attive nella produzione e nell’esplorazione
Nessun taglio all’offerta. L’Arabia Saudita ribadisce che la propria economia può fronteggiare un contesto di bassi prezzi.
I mercati scommettono su trattative tese a ridurre l’eccesso di offerta, principale responsabile del tonfo dei prezzi del petrolio. Più volte, l’Arabia Saudita ha ribadito che non ridurrà la propria produzione, a meno che gli altri grandi produttori non Opec non facciano lo stesso.