Geopolitica pagina 37
La corsa per il dominio tecnologico prosegue a ritmi forsennati: il ministero della Scienza cinese ha avviato ufficialmente il gruppo di ricerca per il 6G
“Ciò che attualmente stiamo sperimentando è la morte cerebrale della Nato”, queste le testuali parole pronunciate dal presidente francese Emmanuel Macron alla rivista britannica The Economist, sostenendo che il patto difensivo prescritto nell’articolo 5 del Trattato potrebbe non funzionare (“Non lo so”). Secondo il trattato Nato un attacco a uno dei membri Nato sarebbe da
Il muro, che circondava Berlino Ovest, ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989.
Successo alle elezioni per il peronista Alberto FernĂ ndez, che diventa il nuovo presidente dell’Argentina.
Il fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori hedge fund del mondo nel corso di un incontro a Washington.
Ieri il presidente Usa ha firmato un ordine esecutivo che impone sanzioni alla Turchia, in risposta alla violenta offensiva di Ankara nel nord della Siria,
Lo ha affermato l’agenzia Irna, precisando che la petroliera si trovava a 60 miglia dalla cittĂ saudita di Jeddah
L’ex presidente tunisino, Zine El Abidine Ben Alì, è morto a 83 anni in una clinica in Arabia Saudita. Ne ha dato notizia il suo avvocato Mounir Ben Salha a vari media locali. Da anni l’ex presidente del Paese nordafricano era in cura per un tumore alla prostata. Ben Alì, che ha governato ininterrottamente dal
In seguito alle rivelazioni dell’intelligence americana, secondo la quale l’Iran sarebbe stata la base logistica dalla quale gli attacchi alle raffinerie saudite sono partiti, il presidente americano ha annunciato un “aumento sostanziale” delle sanzioni inflitte alla Repubblica islamica. Donald Trump ha dichiarato via Twitter di aver impartito tale direttiva al suo segretario del Tesoro, Steven
Nel corso del fine settimana le autoritĂ di Buenos Aires hanno varato delle misure per limitare e controllare il mercato dei cambi per cercare di arginare la massiccia fuga di capitali e il forte acquisto di dollari da parte degli stessi argentini come valuta di riserva, in vista del possibile ennesimo default, che sarebbe il