Macron: “La Nato è in condizioni di morte cerebrale”
“Ciò che attualmente stiamo sperimentando è la morte cerebrale della Nato”, queste le testuali parole pronunciate dal presidente francese Emmanuel Macron alla rivista britannica The Economist, sostenendo che il patto difensivo prescritto nell’articolo 5 del Trattato potrebbe non funzionare (“Non lo so”). Secondo il trattato Nato un attacco a uno dei membri Nato sarebbe da considerarsi un attacco a tutta l’alleanza militare.
La Nato, ha detto Macron, “funziona solo se il garante di ultima istanza si comporta come tale. Direi che dovremmo rivalutare la realtà di ciò che la Nato è alla luce dell’impegno degli Stati Uniti”.
Gli Stati Uniti mostrano segni di “voltarci le spalle”, come dimostrato dall’improvvisa decisione del presidente Donald Trump del mese scorso di ritirare le truppe dalla Siria nord-orientale il mese scorso senza consultare gli alleati, ha detto il leader francese.
Sono parole assai dure, considerando anche l’imminente incontro che si terrà a Londra per il 70esimo anniversario dell’alleanza nordatlantica, previsto per il 6-7 dicembre.
Breaking news
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.
L’Ocse prevede un’accelerazione dell’inflazione in Italia al 3% nel 2026, influenzata dallo shock energetico causato dalla guerra in Iran. Il rapporto Economic Outlook di giugno evidenzia un incremento dall’1,6% del 2025, mentre per il 2024 si attende un avvicinamento al target del 2,2%.