Inflazione in Italia al 3% nel 2026: le previsioni dell’Ocse
Secondo l’ultimo rapporto Economic Outlook pubblicato dall’Ocse, l’inflazione in Italia è destinata a salire al 3% entro il 2026. Questo aumento significativo è attribuito principalmente allo shock energetico derivante dalla guerra in Iran, che sta esercitando una pressione crescente sui prezzi al consumo.
Nel 2025, l’inflazione era prevista all’1,6%, ma le nuove stime indicano un cambiamento di rotta, con un incremento che porterà l’inflazione al 3% l’anno successivo. Questa situazione mette in evidenza le sfide che l’economia italiana dovrà affrontare nei prossimi anni, in un contesto globale già complesso.
Nonostante queste proiezioni a lungo termine, l’Ocse prevede che nel prossimo anno i prezzi al consumo in Italia si avvicineranno di nuovo al livello obiettivo, stabilizzandosi intorno al 2,2%. Questo avvicinamento al target rappresenterebbe un segnale positivo per l’economia italiana, suggerendo una possibile stabilizzazione nel breve termine.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.