Ray Dalio: “Economia globale riecheggia gli anni Trenta”

18 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Il mondo è in un momento di grande cedimento che ricorda gli anni Trenta, quelli della grande depressione. A parlare in questi termini è Ray Dalio, il fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori hedge fund del mondo nel corso di un incontro a Washington.

Secondo il miliardario investitore è ormai troppo tardi per le banche centrali per invertire un rallentamento globale dato che le economie stanno entrando in una recessione naturale. Secondo Dalio la politica monetaria, e soprattutto le riduzioni dei tassi d’interesse difficilmente offriranno molti stimoli.

“L’Europa è al limite, il Giappone anche e gli Stati Uniti non hanno molto da fare per questo”.

Il ciclo economico globale, continua Dalio, è in una “grande flessione” e l’economia mondiale ha almeno due parallelismi con gli anni Trenta.

“Anche ora, come negli anni ’30, abbiamo una potenza crescente che sfida una potenza mondiale esistente come nelle sfide Cina-U.S.A.”.

Secondo Ray Dalio l’audacia e la spavalderia che mostra la Cina è un’ulteriore prova che il mondo ora ricorda l’era della depressione del secolo scorso. Il numero uno di Bridgewater sosteneva che c’erano quattro tipi di guerra da tenere d’occhio: il commercio, la tecnologia, la valuta e la geopolitica.

Quattro tipi di guerre che ora si stanno concretizzando. Secondo Dalio la  polarizzazione politica sta rendendo le elezioni del prossimo anno cruciale per i mercati e l’economia statunitense.

“E ‘davvero quasi una questione capitalismo-socialismo (…) Quello che stiamo vedendo negli Stati Uniti e quello che stiamo vedendo in tutto il mondo è davvero un conflitto più grande, con più populismo della sinistra e populismo della destra, proprio come negli anni ’30”.

Secondo Dalio infine una delle ragioni per una crescita così lenta è “che c’è un divario di ricchezza grande”, una disparità che porta anche ad un divario di istruzione che egli vede come un peso sulla crescita.