Borsa USA pagina 169

Wall Street in rosso, Facebook brucia $37 miliardi

Chiusura pesante ieri a a Wall Street su cui pesa il caso Facebook. Il Dow Jones ha perso l’1,34% a 24.611,87 punti, il Nasdaq ha ceduto l’1,84% a 7.344,24 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,42% a 2.712,95 punti. Alla chiusura delle contrattazioni, l’ euro è scambiato a 1,2342 dollari.  Facebook ha bruciato quasi

Wall Street contrastata: sale DJ, perde terreno Nasdaq

Chiusura contrastata ieri alla Borsa di New York con gli investitori alle prese con dati macronomici incoraggianti, timori di guerre commerciali e un apparente intensificarsi del pressing sul presidente americano in merito al cosiddetto Russiagate. Nel finale il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato oltre 103 punti, lo 0,4%, a quota 24.862. L’S&P 500 ha finito poco

Wall Street in rosso, pesa paura guerra dazi

Chiusura in rosso ieri a Wall Street che sente il peso delle preoccupazioni di guerre commerciali, specialmente tra gli Usa e la Cina. A pesare è stato anche il calo inatteso delle vendite al dettaglio di febbraio, cosa che ha spinto Goldman Sachs, JP Morgan e la Federal Reserve di Atlanta a ridurre le rispettive stime sul Pil

Wall Street, Dow Jones cede 300 punti: pesa guerra commerciale con la Cina

Le Borse europee riescono a mantenersi sopra la linea di parità con il titolo Prudential che è il più richiesto a Londra (+6,5%) dopo l’annuncio di un piano per separare in due le attività. A sostenere i listini azionari del continente sono le parole da colomba di Mario Draghi, secondo cui le politiche monetarie rimarranno

Usa: futures rimbalzano, trader mettono da parte timori politici e commerciali

Dopo un avvio di scambi difficili, i futures sull’indice S&P 500 rimbalzano: questo nonostante la girandola caotica di avvicendamenti in seno del governo Trump in un momento delicato dal punto di vista diplomatico per gli Stati Uniti. A minacciare il sentiment di mercato a inizio mattinata contribuiscono anche le notizie circa un intensificarsi della guerra

Wall Street chiude in rosso, pesa caos Casa Bianca

Seduta in rosso ieri per Wall Street a causa del caos è piombato alla Casa Bianca dopo il siluramento da parte del presidente americano Donald Trump del segretario di Stato Rex Tilleron. Nel finale, il DJIA ha perso circa 170 punti, lo 0,6%, a quota 25.010 appesantito da Boeing (-1,6%) e Goldman Sachs (-1,8%). L’S&P 500 ha lasciato sul terreno 18

Wall Street, S&P 500 raggiunge quota 2.800: è la prima volta dal 2 febbraio

Azionario, obbligazionario e oro stanno registrando guadagni sui mercati. Chi è in cerca di diversificazione sta facendo molta fatica a trovare strategie di investimento efficaci in queste condizioni. Mentre la performance dei beni rifugio per eccellenza (oro, yen, franco svizzero, Bond Usa) ha preso direzioni divergenti (vedi grafico sotto), l’indice allargato della Borsa Usa, l’S&P

Wall Street contrastata, resiste il Nasdaq

Chiusura contrastata ieri per Wall Street, su cui pesano i timori su una guerra commerciale dopo la decisione di Donald Trump di imporre dazi sull’importazione di acciaio (25%) e di alluminio (10%).Inoltre il presidente americano sta continuando a minacciare l’Europa, sostenendo di voler applicare restrizioni su diversi settori centrali per i Paesi dell’Unione, tra cui

Wall Street euforica per l’occupazione: Dow torna sopra 25 mila punti

La seduta di venerdì scorso a Wall Street è finita in forte rialzo con il Nasdaq Composite che per la prima volta dal 26 gennaio è tornato in territorio record. Gli investitori hanno brindato all’ottimo rapporto sull’occupazione americana di febbraio, quando sono stati creati più posti di lavoro del previsto (+313mila) ma, soprattutto, i salari orari sono cresciuti

Mercati agitati, JP Morgan vede ribasso del 40% dal 2019

Tempo un anno e il ciclo rialzista attuale si concluderĂ : oltre alla guerra commerciale pesano le prospettive di un rialzo dei tassi in tutto il mondo.