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Delude l’indice Pmi composito in gennaio. I dati preliminari danno ragione a Draghi: settore manifatturiero e dei servizi sotto le attese.
Una ragione valida in più – oltre alla disponibilità di nuove previsioni su economia e inflazione fino al 2018 – per credere in nuove misure di stimolo monetario da parte della Banca centrale europea alla riunione di marzo, come ventilato da Mario Draghi ieri, è che Jens Weidmann, il falco numero uno della Bundesbank tedesca che
Per il banchiere la crisi dei rifugiati certamente “cambierà l’Europa”, il problema è capire come, se nel bene o nel male. Presidente Bce ha parlato al World Economic Forum.
L’aumento della volatilità sui mercati finanziari, la rottura di livelli tecnici importanti su diversi mercati azionari, la disfunzionalità dei mercati obbligazionari e le difficoltà a cui potrebbero andare incontro le Banche Centrali nel sostenere la crescita delle economie hanno iniziato ad incrinare la cosiddetta bolla protettiva.È l’opinione di Jacopo Ceccatelli, AD di Marzotto SIM. “Quest’ultima
Il presidente della Bce Mario Draghi ha fatto sapere che gli accantonamenti delle banche italiane, utili per coprire le eventuali perdite derivanti dai crediti deteriorati, sono in linea con il resto dell’Eurozona. Il banchiere centrale numero ha aggiunto che l’autorità di vigilanza non chiederà nessun nuovo o inatteso requisito patrimoniale o accantonamento sulle sofferenze, aggiungendo
ROMA (WSI) – Così Thomas Thygesen, responsabile della strategia cross-asset di SEB AB, Copenhagen, commenta a Bloomberg le dichiarazioni di Mario Draghi, numero uno della BCE, sulla possibilità di riconsiderare la portata della politica monetaria dell’istituto (e con ogni probabilità il QE, nella prossima riunione di marzo.“Draghi è stato molto chiaro nel preannunciare un ulteriore allentamento di politica
ROMA (WSI) – Le dichiarazioni di Mario Draghi, numero uno della BCE , provocano un forte ritracciamento dell’euro, che riporta nei confronti del dollaro il calo più forte in quasi due settimane.Pur non annunciando alcuna nuova misura, Draghi ha lasciato aperta la porta all’estensione del QE. Le speculazioni sull’adozione di una politica monetaria ancora più espansiva rispetto a quella attuale
“Percezione confusa, sugli istituti di credito “non c’è niente di nuovo”. Necessario “riconsiderare” le scelte di politica monetaria nella prossima riunione del Comitato direttivo.
La Banca centrale europea ha lasciato invariato il costo del denaro nell’area euro. I tassi di interesse guida rimangono allo 0,05% mentre i tassi sui depositi bancari restano negativi al -0,3%. Anche i tassi marginali sono stati confermati, in questo caso allo 0,3%.L’attenzione di mercati ed analisti ora è rivolta alla consuete conferenza stampa di
Il commento al fulmicotone dell’AD di Marzotto Sim sulla relazione tra la situazione drammatica dei titoli bancari italiani e il programma di bail in a regime dal 2016.