Mercati, dopo Draghi c’è il rischio che scoppi “bolla protettiva”

22 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

L’aumento della volatilità sui mercati finanziari, la rottura di livelli tecnici importanti su diversi mercati azionari, la disfunzionalità dei mercati obbligazionari e le difficoltà a cui potrebbero andare incontro le Banche Centrali nel sostenere la crescita delle economie hanno iniziato ad incrinare la cosiddetta bolla protettiva.

È l’opinione di Jacopo Ceccatelli, AD di Marzotto SIM. “Quest’ultima si differenzia dalle bolle speculative che imperversano sui mercati poichè è stata creata dalle politiche espansive delle Banche Centrali che hanno indotto gli investitori ad ignorare le valutazioni dei fondamentali dei titoli ed effettuare investimenti con aspettative di rendimento elevate senza considerare i rischi a essi associati”.

Se dovessero verificarsi la rottura di livelli tecnici sull’indice americano S&P 500 e il cedimento dei mercati governativi europei, con il conseguente allargamento dello spread BTP-Bund, la bolla protettiva potrebbe rompersi, instaurando sui mercati una fase più negativa e potenzialmente molto caotica. Alla luce di questi elementi, se prima ogni correzione era vista come un’opportunità di acquisto, adesso ogni rimbalzo deve essere considerato come un’occasione per alleggerire i rischi del portafoglio, spianando la strada a un approccio difensivo.