Bce acquisterà azioni? Draghi: percezione confusa su banche italiane

21 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Nessun taglio ai tassi di interesse. La BCE ha lasciato i tassi di interesse fermi al minimo storico dello 0,05%. Rimasti fermi anche il tasso sui depositi, a -0,30% – a dicembre era stato ridotto di 10 punti base dal precedente -0,20% – e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali, allo 0,30 per cento.

Nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi, Draghi ha aperto alla possibilità di adottare nuovi stimoli di politica monetaria, affermando che è necessario “riconsiderare” le scelte della Bce nella prossima riunione del Comitato direttivo. Il numero uno della Banca centrale europea ha ammesso anche che “le dinamiche dell’inflazione sono più deboli di quanto atteso”.

Immediata la reazione dei mercati, che hanno brindato alle aspettative di una nuova imminente iniezione di liquidità. Decisa la reazione del cambio euro-dollaro, con la moneta unica che è scivolata anche sotto la soglia di $1,08.

La conferenza stampa della Bce è stata un’occasione per chiarire soprattutto in cosa consiste la richiesta di informazioni inoltrata alle banche italiane dalla banca centrale.

Draghi ha risposto infatti alla domanda di un giornalista, relativa all’ondata di sell off che ha colpito “specialmente i titoli bancari e in modo particolare le banche italiane”. Questa la domanda del giornalista: “Lei ha emesso più o meno un certificato di buono stato di salute sulle banche, ma i mercati non sembrano essere d’accordo con le sue valutazioni. Riguardo ai Non Performing Loans, lei ha chiesto informazioni. A che scopo?” Così Draghi:

“Questa domanda mi permette di chiarire una percezione confusa. Gli NPL(crediti non performanti) sono stati valutati a pieno (dalla Bce). Non c’è nulla di nuovo. Gli accantonamenti sono stati già decisi. Dunque non ci sono richieste inattese di nuovi accantonamenti o richieste di ulteriori capitali. Sull’Italia, le sue banche hanno un livello di accantonamenti simile a quello prevalente nell’Eurozona. Il supervisore europeo è consapevole del fatto che sono necessari anni per gestire i NPL, che la questione non può essere risolta in un breve arco di tempo. Un buon esempio è l’Irlanda, che ha avuto successo nella ripresa e che sta gestendo i Non Performing Loans in modo graduale. Il questionario è stato inviato a diverse banche, non solo all’Italia. E’ un’inchiesta sul modo in cui le banche stanno gestendo gli NPL. Lo scopo è guardare alle diverse pratiche che vengono adottate a livello nazionale per arrivare in tempo a selezionare il modo migliore. Non è un’iniziativa che chiede alle banche di gestire urgentemente gli NPL. Non penso che i mercati non siano d’accordo, ma c’è stata confusione”.

Sulle banche italiane, Draghi ha anche affermato che hanno “alte garanzie”.

Le parole di Draghi hanno portato il sereno sull’azionario europei dopo la pioggia di vendite dei giorni scorso. Aumentano anche le speculazioni sulla possibilità che Draghi decidera di includere nel programma QE di acquisti di asset i titoli azionari. Così Draghi ha risposto alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se la Bce potrebbe estendere gli acquisti ad altre classi di asset come le azioni, appunto, o abbassare altri tassi oltre a quelli sui depositi.

Posso solo ribadire che non ci sono limiti (..) Se decideremo di adottare una politica specifica, vorremo essere sicuri che non ci saranno limiti tecnici riguardo alla dimensione del suo utilizzo”.

Analisi: Bce, necessario un altro salvagente per i mercati?

La Bce è convinta che le droghe monetarie iniettate nel vene del sistema economico finanziario stiano funzionando, ma a smentirla – e a smentire in particolare le recenti dichiarazioni di Ewald Nowotny – sono stati gli ultimi dati sull’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato al +0,2% mentre è sceso in Germania, la locomotiva dell’area euro.

A questo punto, vista la crisi sui mercati finanziari, vittime della peggiore serie di sedute con cui iniziare l’anno di sempre, gli analisti e gli operatori di Borsa si chiedono cosa farà Mario Draghi.

Anche se la delusione per il pressoché nulla di fatto all’ultima riunione ha in qualche modo rovinato la reputazione di ‘SuperMario’ del banchiere, alla fine nella giornata di oggi la sorpresa c’è stata.

Le banche, in particolare quelle italiane, sono state prese di mira dai ribassisti negli ultimi giorni, tanto che qualcuno ha iniziato a speculare sul fatto che sia in corso un attacco contro il sistema italiano, dopo che “il governo si è permesso di sfidare i padroni dell’Europa”.

Secondo il membro del direttivo della banca centrale di Francoforte, il lituano Vitas Vasiliauskas, il programma di accomodamento monetario eteredosso sta funzionando per l’Eurozona e ha avuto un impatto positivo sul Pil. D’ora in avanti i segnali principali che potrebbero spingere la Bce a effettuare delle modifiche sono le aspettative sul fronte inflativo.

Il presidente della Bce è intervenuto nella consueta conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi di interesse, e ha di fatto rassicurato i mercati. Per alcuni analisti un annuncio di estensione monetaria del programma straordinario di Quantitative Easing è una misura che non va esclusa a priori.

Confermate le previsioni di IG, che avevano previsto un nulla di fatto da Draghi anticipando tuttavia che il banchiere centrale avrebbe lasciato la porta aperta. “E’ probabile che il banchiere romano lasci la porta aperta” a eventuali interventi futuri, nell’intento di calmierare le tensioni, alle stelle in particolare nel settore petrolifero e bancario, avevano detto gli esperti di IG.

Gli analisti di Adria Gestioni avevano ritenuto probabile un intervento nei fatti della Bce, con l’obiettivo di arginare il panic selling visto nelle ultime sedute. Questo anche perché “il crollo del greggio rende molto più difficile il perseguimento degli obiettivi di inflazione”. E neanche loro sono stati smentiti, dal momento che sembra che comunque un nuovo intervento ci sarà.

Sulla questione banche italiane, Adria aveva anche detto che sarebbe stato necessario “qualcosa di concreto per risolvere il problema perché la situazione rischia di sfuggire di mano”. Per esempio serve un “passo avanti concreto” sul progetto della bad bank. E Draghi ha alla fine rassicurato tutti sulle banche italiane. Anche se sarà difficile dissipare del tutto i timori.

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Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:41

Mario Draghi ha affermato che la Bce riconsidererà la politica monetaria nel mese di marzo, ovvero nella prossima riunione del Consiglio direttivo. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:43

Draghi ha affermato che è chiaro che le sue manovre di politica monetaria stanno funzionando. Il numero uno della Bce ha affermato che gli sviluppi dell’economia reale e le condizioni di finanziamento sono migliorate, rafforzando la resistenza dell’Eurozona ai recenti shock dei mercati globali. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:43

Draghi: l’estensione del QE fino al marzo del 2017 è stata appropriata, il sistema bancario ha beneficiato di un ulteriore iniezione di liquidità. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:46

Lo Stoxx Europe 600 Index, l’indice di riferimento dell’azionario europeo, balza +2,3% sulla scia delle dichiarazioni di Mario Draghi, numero uno della Bce, che apre alla possibilità di nuovi interventi di politica monetaria espansiva. Caduta verticale dell’euro, che ora rischia anche la soglia di $1,08.

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Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:48

“Nell’iniziare il nuovo anno, i rischi al ribasso sono di nuovo aumentati sulla scia di una maggiore incertezza sulle prospettive dei mercati emergenti, sui rischi geopolitici e sui mercati delle materie prime”. E’ quanto ha detto Mario Draghi, numero uno della Bce, nella conferenza stampa successiva all’annuncio sulla decisione dei tassi. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:50

“Le dinamiche di inflazione dell’Eurozona sono più deboli rispetto a quanto atteso nel mese di dicembre. E’ necessario rivedere e riconsiderare il nostro approccio di politica monetaria agli inizi di marzo, quando saranno disponibili le nuove previsioni sull’economia”. E’ quanto ha detto Draghi, aprendo a ulteriori interventi di politica monetaria espansiva. Draghi ha aggiunto che le aspettative sull’inflazione saranno basse nei prossimi mesi, per aumentare solo verso la fine del 2016. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:51

Rispondendo alla domanda di un giornalista, Draghi ha sottolineato che “in un discorso a New York ho detto che non ci sono limiti all’adozione degli strumenti necessari per raggiungere il target dell’inflazione del 2%”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:53

Draghi ha affermato che la Bce “adatta gli strumenti alle condizioni che cambiano. Noi confermiamo la nostra determinazione a rispettare il nostro mandato e non ci arrendiamo a questi movimenti globali”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201614:55

Draghi ha continuato a difendere le decisioni prese in passato dalla Bce, definendole “totalmente appropriate”, e ha aggiunto che gli effetti dei precedenti stimoli economici sono stati “significativi, se non spettacolari”. Il numero uno della Bce ha ribadito che “non ci sono limiti” al nostro operato, “ovviamente, all’interno del nostro mandato”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:04

“Posso solo ribadire che non ci sono limiti”. Così Mario Draghi, numero uno della Bce, ha risposto alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se la Bce potrebbe estendere gli acquisti ad altre classi di asset come i titoli azionari, o abbassare altri tassi oltre a quelli sui depositi. “Se decideremo di adottare una politica specifica, vorremo essere sicuri che non ci saranno limiti tecnici riguardo alla dimensione del suo utilizzo”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:05

Draghi ha parlato anche della questione dei migranti, affermando che “si tratta di uno sviluppo straordinario che sta cambiando e cambierà il volto della nostra società in Europa. E’ nelle nostre mani l’abilità di trasformare tale trasformazione in una opportunità per la crescita futura dell’Europa”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:07

Sul timore di quanto è accaduto sui mercati nelle ultime sessioni, Draghi si è così espresso: “Monitoriamo costantemente il settore finanziario, il settore bancario, cercando di capire se le politiche monetarie delle banche centrali possano diventare fonte di instabilità finanziaria. Finora non abbiamo visto segnali di una potenziale instabilità finanziaria simili a quelli rinvenuti nei periodi precedenti l’esplosione dell’ultima crisi”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:08

“Non fa parte del nostro mandato proteggere la redditività delle banche, ma siamo consapevoli delle conseguenze. La migliore risposta è garantire che l’economia ritorni a crescere in modo stabile. E’ la migliore risposta anche per il settore bancario”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:10

Draghi: “Le misure che abbiamo deciso a dicembre erano appropriate, basate sulle circostanze che allora prevalevano. Abbiamo considerato il tasso di cambio, il prezzo del petrolio, le prospettive di crescita dei mercati emergenti. Da allora, le circostanze sono cambiate. I prezzi del petrolio sono scesi -40% e potete vedere voi stessi la situazione in cui versano i mercati finanziari e delle materie prime”. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:15

“Percezione confusa. Qui non c’è niente di nuovo. Non ci saranno nuove richieste di nuovi accantonamenti alle banche”. Così Mario Draghi risponde alla domanda sul panic selling sulle banche italiane. 

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:20

Mario Draghi, numero uno della Bce, sottolinea che c’è stata molta confusione sui mercati riguardo alle richieste che la Bce ha inoltrato ad alcune banche italiane riguardo al livello dei loro NPL (non performing loans). “Non c’è niente di nuovo. Il processo di valutazione è teso a comprendere il modo in cui le nazioni gestiscono il problema delle sofferenze”.

Laura Naka Antonelli 21 Gennaio 201615:28

Draghi ha risposto alla domanda di un giornalista, relativa all’ondata di sell off che ha colpito “specialmente i titoli bancari e in modo particolare le banche italiane”. Questa la domanda del giornalista: “Lei ha emesso più o meno un certificato di buono stato di salute sulle banche, ma i mercati non sembrano essere d’accordo con le sue valutazioni. Riguardo ai Non Performing Loans, lei ha chiesto informazioni. A che scopo?” Così Draghi: “Questa domanda mi permette di chiarire una percezione confusa. Gli NPL(crediti non performanti) sono stati valutati a pieno nella valutazione (della Bce). Non c’è nulla di nuovo. Gli accantonamenti sono stati già decisi. Dunque non ci sono richieste inattese di nuovi accantonamenti o richieste di ulteriori capitali. Sull’Italia, le sue banche hanno un livello di accantonamenti simile a quello prevalente nell’Eurozona. Il supervisore europeo è consapevole del fatto che sono necessari anni per gestire i NPL, che non possono essere risolte in un breve arco temporale. Un buon esempio è l’Irlanda, che ha avuto successo nella ripresa e che sta gestendo i Non Performing Loans in modo graduale. Il questionario è stato inviato a diverse banche, non solo all’Italia. E’ una inchiesta sul modo in cui le banche stanno gestendo gli NPL. Lo scopo è guardare alle diverse pratiche che vengono adottate a livello nazionale per arrivare in tempo a selezionare il modo migliore. Non è una iniziativa che chiede alle banche di gestire urgentemente gli NPL. Non penso che i mercati non siano d’accordo, ma c’è stata confusione”.