Giappone pagina 82
In base ai dati diffusi dal Ministero dell’economia e delle finanze l’import e l’export sono in calo rispettivamente del 18 e del 13%
ROMA (WSI) – Brutte notizie dal fronte macro del Giappone. Nell’ultimo trimestre del 2015, l’economia del Giappone ha sofferto una contrazione, su base annua, dell’1,4%, sulla scia dell’indebolimento delle spese per consumi. Il dato mette in evidenza le sfide che il premier Shinzo Abe continua a fronteggiare per cercare di tirare il paese fuori dalla
Attesa per le nuove dichiarazioni che saranno rilasciate oggi dal numero uno della Fed, Janet Yellen, al suo secondo giorno di audizione al Congresso Usa.
Da quando la Bank of Japan ha inaugurato l’era dei tassi negativi, l’azionario giapponese è stato bersagliato da vendite continue sulle banche, che hanno perso -25% circa.
Per la prima volta nella loro storia, i titoli di Stato a dieci anni del Giappone offrono rendimenti negativi sui mercati. È la conseguenza anomala della decisione inattesa della Banca centrale (BOJ) di ridurre i tassi di interesse sotto zero. Ormai ad avere tassi negativi sul secondario sono paesi che rappresentano un quarto del Pil
Il Superindice (leading indicator) del Giappone, indice composito degli elementi più rappresentativi per indicare l’andamento dell’economia, sta puntando verso il deterioramento: dai 103,2 punti di novembre a 102 punti, più basso anche delle aspettative degli analisti (102,8). L’indice coincidente è anch’esso in ribasso a 111,1 punti da 111,9, mentre l’indice differito è stabile a 115,6 punti.
Il ministro della Difesa nipponica, Gen Nakatani: “Vogliamo prendere tutte le misure possibili per essere pronti ad affrontare qualsiasi evenienza”.
Dal canto suo, la Federal Reserve sarebbe sempre più tentata dalla opzione di inaugurare anch’essa una nuova era di tassi negativi. Altro che politica monetaria restrittiva.
L’indice Pmi relativo ai servizi a gennaio è salito a 52,4 punti dai 51,5 registrati a dicembre.
Petrolio in apnea, cede -5% circa. WTI rischia quota $30. Eni e Saipem -5% circa.