Pil Giappone -1,4% in quarto trimestre. Nuovo bazooka monetario?
ROMA (WSI) – Brutte notizie dal fronte macro del Giappone. Nell’ultimo trimestre del 2015, l’economia del Giappone ha sofferto una contrazione, su base annua, dell’1,4%, sulla scia dell’indebolimento delle spese per consumi. Il dato mette in evidenza le sfide che il premier Shinzo Abe continua a fronteggiare per cercare di tirare il paese fuori dalla stagnazione, e alimenta anche nuove speculazioni su possibili nuove manovre da parte della Bank of Japan.
La contrazione del PIL è stata superiore a quanto atteso dal mercato, che in media aveva previsto una flessione -1,2% dopo un aumento rivisto a +1,3% nel trimestre precedente.
Scomponento il Pil, i consumi privati – che incidono sul dato per il 60% – sono scesi -0,8%, più della flessione -0,6% attesa. Rialzo invece per le spese in conto capitale, che sono cresciute +1,4%, molto meglio del calo -0,2% atteso dal consensus.
La debolezza dei fondamentali dell’economia del Giappone torna ad alimentare nuove speculazioni sulla possibilità che la Bank of Japan intervenga di nuovo sui mercati dopo aver inaugurato una nuova era di tassi negativi
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.